A Perfect Circle live Roma @Palalottomatica 19 dicembre 2018 il report

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A Perfect Circle, 19 dicembre 2018 Roma: A Perfect Show
In chiusura del loro tour 2018, gli A Perfect Circle hanno riempito il cuore dei romani con
un’ora e mezza di musica intensa che ha coinvolto, rapito ed estasiato tutti i presenti al
Palalottomatica di Roma.

Una scenografia suggestiva fatta di schermi sagomati a mo’ di stalattiti e stalagmiti
acuminate, in coreografia con raggi di luce, proiettati fin sul soffitto dell’antico palazzo dello
sport, ora Palalottomatica. Colori predominanti: il rosso e il nero, ma anche il verde
acceso, simulante una ricca vegetazione a scendere dall’alto e sfondi di roccia a creare
quinte scenografiche di grande effetto.

A dominare la scena, sul palco, due alte pedane.
All’inizio dello spettacolo Maynard si posiziona sulla pedana centrale, in secondo piano
rispetto al fronte del palco, sul quale invece, faccia a faccia con il pubblico del parterre,
sono Billy Howerdel alla chitarra e Matt McJunkins al basso. Ai lati, Greg Edwards alla
chitarra e tastiere e, sulla seconda pedana rialzata, la batteria di Jeff Friedl.
Veto categorico di fare foto o filmati di qualsiasi genere, pena l’interruzione immediata
dello spettacolo.

Il cantanto di Maynard è chiaro e altisonante, tanto da lasciar capire perfettamente ogni
parola alla platea (per i pochi che non conoscevano i testi a memoria). Jeff Friedl, colpisce
piatti e pelli con potenza solenne, resa ancora più maestosa dalla posizione di rilevo, che
fa percepire il movimento delle sue braccia come intente in un antico ballo rituale.
18 i brani eseguiti, di cui 7 tratti dall’ultimo album Eat the Elephant, pubblicato ad aprile
2018, il quarto di una serie di colpi tirati a segno che sono rimasti impressi nella memoria e
nelle emozioni di tanti fan.

Nonostante lo bellezza dei nuovi brani, eseguiti magnificamente, l’entusiasmo del pubblico
è esploso alle prime note di Weak and Powerless tratto da Thirteenth Step (2003) e di
Judith da Mer de Noms (2000) come anche per People Are People, cover dei Depeche
Mode.

Di Maynard, per tutto il concerto, come di consueto, si è vista soltanto la sagoma avvolta
nel buio, stagliata sul fondo di luci, come fosse un uomo-lupo ululante alla luna. Solo alla
fine, uscendo dalla scena, ha liberato il pubblico dal veto di immortalare l’evento e
nell’immediato, l’intero palazzetto si è illuminato di mille schermi di smartphone. Di contro,
ha ringraziato calorosamente tutti per essere lì e per aver acconsentito alla sua richiesta.

Pubblico e band sono sembrati entrambi soddisfatti e Matt McJunkins ha filmato il pubblico
dal suo telefonino con una panoramica a 180°.

Se il confronto con i Tool è pressoché naturale, il mood del cerchio perfetto è
profondamente diverso, meno furente e più sognante, meno dissonante e più melodico.
Queste caratteristiche hanno reso la loro musica apprezzabile, se non adorabile, da un
pubblico più vario e numeroso. E questo concerto ne dà conferma.

Un performance live davvero unica ed emozionante che ha superato di gran lunga le
aspettative regalate dalla, comunque splendida, versione registrata di Eat the Elephant.

Merita un plauso e una segnalazione la cantautrice statunitense Chelsea Wolfe che,
puntualissima, alle 19:45, ha iniziato a scaldare il pubblico, via via sempre più folto.

Sira De Vanna

SETLSIT

1. Eat the Elephant
2. Disillusioned
3. The Hollow
4. Weak and Powerless
5. So Long, and Thanks for All the Fish
6. Rose
7. People Are People (cover Depeche Mode)
8. Vanishing
9. Blue
10. 3 Libras
11. The Contrarian
12. TalkTalk
13. Hourglass
14. The Doomed
15. Counting Bodies Like Sheep to the Rhythm of the War Drums
16. Judith
17. The Package
18. Delicious