Roma Suona

Algiers@monk 28_06_17
4 luglio 2017

Algiers live @Monk il report 28 giugno 2017

Algiers live al Monk il 28 giugno 2017

Sul palco del Monk, che ospita da sempre line up di qualità nell’underground romano, la temperatura è alle stelle.
Aprono i F L V X , un progetto romano di musica elettronica al primo debutto dal vivo.
Essenziale e minimalista il duo si addentra in suoni elettronici piuttosto onirici. Le proiezioni video accompagnano il viaggio musicale, tra campionature e strumenti reali. Elettropop e sfumature psichedeliche abbelliscono un krautrock che altrimenti risulterebbe appiattito. Giochi di mixer e cassa dritta movmentati da inserti dubstep fanno picchiettare anche i piedi più resistenti.
Derive ambient prese in prestito al primo Moby dirigono verso il finale.

Tutte le cose belle si fanno attendere. Finalmente arrivano gli Algiers.
Il pubblico non è lo stesso della sera precedente (se non altro in termini numerici) allo stadio Olimpico, dove la band ha aperto il tour dei Depeche Mode, ma è sicuramente attento e curioso.
Appena iniziano le note si viene avvolti da un’atmosfera sonora totale. Il suono è pieno, con mille variazioni, un’esperienza a tutto tondo. Tra il soul, il pop, il rock e il blues la band georgiana conquista ed esalta fin dal primo brano.
Il cantante Franklin James Fisher seduce con la sua naturalezza di voce e fattezze Afro.
Rock And roll, chitarra, tastiere e voce: bravi musicisti singolarmente ma che probabilmente rendono al massimo nel gruppo. Con le ambientazioni elettroniche e dark la voce soul rende la performance unica ed entusiasmante.
Cori gospel e asciugamani per il sudore creano un’atmosfera intensa e accattivante.
Sporadici ritmi rap potrebbero consacrare gli Algiers nell’olimpo del mainstream, ma l’originalità dei suoni e la fusione dei generi li rendono sofisticati ed evidentemente incomprensibili alla massa del radio edit.
Alcuni brani vengono tirati e allungati fino al postrock, con loop ripetuti e ripetitivi.
L’interpretazione solista di Franklin James Fisher è un blues così intenso che quasi commuove. Qualche slash di chitarra elettrica da intensità ed enfasi ad una performance davvero emozionale,”dystopian soul” alcuni la definirebbero.

Con il secondo album, “The Underside of Power” edito nel 2017 per Matador, hanno conquistato definitivamente un pubblico che aveva estremamente bisogno di innovazione e cambiamento. E noi operatori forse ne avevamo bisogno più di loro. Gli Algiers ci sono riusciti. Diventano dopo molto tempo la band che ha “qualcosa da dire”. E lo dice bene.
Ripartono per Bologna al seguito di Dave Gahan e soci.
Si inaugura la stagione estiva musicale 2017 ed anche questa volta Roma Suona molto bene.

Liliana Montereale

 

Algiers @monk 28_06_17

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