Alvarado Street intervista

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“Ok, subito giù la maschera, alla prima riga: l’Alvarado Street, nel cuore del Pigneto, staziona stabilmente sulla vetta della mia classifica dei locali preferiti.

Motivi ce ne sono tanti: si beve bene, si mangia veggie… C’è-cosa assai rara nell’underground romano-un maxischermo che a scadenza piuttosto regolare trasforma la sala al piano superiore in un covo di ultrà.

Poi ci sono gli agguerriti tornei di biliardino, le ancora più agguerrite mostre fotografiche ed è proprio a due passi da casa. Eh lo so che non ve ne può fregare di meno , ma mica finisce qui: c’è (udite udite!) un piccolo palco

al piano di sotto dove suonare con la tua band anche-anzi soprattutto-se non fai cover! Non male. Per niente. Ma come si dice, spesso sono le persone che lo gestiscono a rendere un posto speciale.

È questo il caso? Boh! Non sarà certo questa breve intervista con Giulio e Carlo a chiarire il dilemma, del resto, avete mai sentito parlare chi sta dall’altra parte? Ma poi, siamo così sicuri che non stiamo tutti dalla stessa parte?

Siamo nel 2014 e con la musica non si fanno soldi…

Come vi è saltato in mente di aprire un locale come l’Alvarado?

Essendo due bravi “compagni di bevute”, stanchi di dover pagare per le nostre serate alcoliche,

abbiamo deciso di passare dall’altro lato del bancone! Abbiamo fatto coincidere così le due nostre grandi passioni: ALCOL E MUSICA!

Questo ci ha dato la possibilità di dar spazio a tante bands della scena underground italiana ed internazionale.

A dirla tutta abbiamo “svoltato” un sacco di concerti fighi…senza pagare l’ingresso!

Per tornare al fulcro della tua domanda, ti possiamo dire che, con la giusta proposta,

anche nel 2014 la musica può dare soddisfazioni anche economiche.

Le dimensioni contano?

Beh qualcuno direbbe di sì!

A parte gli scherzi…venendo da situazioni in ambito Punk-Rock/HC, nel nostro immaginario “il concerto perfetto” è quello in ambienti piccoli,

super affollati e dove il gruppo suona praticamente in braccio all’audience. Insomma simbiosi completa tra pubblico e artista.

Partendo da questo, puoi capire facilmente come la sala dell’Alvarado, sia praticamente l’ottimo per noi.

Certo è innegabile che in alcune serate avere a disposizione uno spazio più grande,

ci darebbe la possibilità di ospitare eventi e artisti di maggior calibro… chissà cosa ci porterà il futuro!

Mi incuriosisce molto come siete arrivati alla scelta del nome Alvarado Street.

(Immagino riunioni dall’alto tasso alcolico). Raccontatemi come è andata…

Ci piace Bukowski? Parecchio! Siamo originali? Probabilmente no!

Unisci le due cose e capisci da dove viene il nome del locale.

Si tratta semplicemente del nome di una via di Los Angeles,

dove il buon Hank era solito “buttar via” le sue nottate a far bagordi!

4. Il Pigneto è un quartiere in costante mutamento, nel bene e nel male.

Locali aprono e chiudono in continuazione, ed è una zona piuttosto “trafficata”.

Pensate di trarre più vantaggi o svantaggi dalla vostra location?

A dir il vero abbiamo speso molto tempo per scegliere la location.

È innegabile che trovarsi in un luogo della movida dia parecchi vantaggi.

È un quartiere dove gira tanta gente, soprattutto nel weekend, sempre in fermento, pieno di iniziative di ogni tipo!

Volendo trovare un aspetto negativo, va detto che, a tutt’oggi quando dici Pigneto,

per il 90% delle persone ancora significa solo zona pedonale.

Insomma gente, prendete coraggio e attraversate quel ponticello!!

5. Il locale ha una propria direzione artistica? Avete un rapporto diretto coi gruppi che vengono a suonare da voi?

Guarda al momento stai parlando con i gestori/cucinieri/camerieri/saltimbanco/baristi/pallonari…

nonché direttori artistici dell’Alvarado! Ahahahahah…insomma ci occupiamo di tutto noi due in prima persona…in pieno stile D.I.Y.!

Avere a che fare direttamente con i gruppi per noi è un piacere, a parte qualche rara eccezione.

6. In un modo perfetto, chi vorreste venisse a fare un concerto all’Alvarado?

Un Nick (Cave and the Bad Seeds NdR) all’Avarado come lo vedi Giò?

 

7. Bene, purché non finisca come con Carina Round, per me (lunga storia).

Invece, c’è un gruppo o un genere di cui proprio non volete sentire neanche parlare?

In realtà non abbiamo grandi preclusioni in merito…anzi, cogliamo l’occasione per lanciare un appello

a tutte le giovani e brave “cantautrici” stile Miley Cyrus a venire qui da noi, per mostrarci il loro…talento artistico!

8. Va bene, abbassiamo il livello di testosterone: videopoker o biliardino?

Due fans di Bukowski non possono che prender tutto! E poi ci conosci, due assi del calcio balilla come noi….

9. in questi mesi ne avrete già viste parecchie.

C’è un aneddoto divertente che potete raccontare? Anzi, va bene anche uno che non potreste…

In effetti in quasi due anni di situazioni bizzarre ne son capitate! Raccontarti di sbronze colossali

o di atti osceni di vario tipo, sarebbe scontato e superfluo…però il primo pensiero spiritoso che ci viene in mente,

va ad un nostro amico che, stremato dalla serata, è rimasto a dormire a terra nel bagno fino al giorno dopo…

mentre in sala “la clientela” era occupata a cimentarsi in nuove evoluzioni di stage diving…dal bancone!

10. Trovate una maniera per descrivere l’Alvarado che contenga le seguenti parole:

fabbisogno / onomatopeico / neutrini / hardcore / renziano / pedissequamente / aldilà

Fabbisogno…Totti. Onomatopeico…Gervinho. Neutrini…Pjanic. Hardcore…decisamente Strootman!

Renziano…Destro. Pedissequamente…Ljajic. Aldilà…De Sanctis.

Tutto chiaro, no?

Giovanni Stax