Antonio Agnello 6 Luglio 2018 live Pecora Elettrica il report

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La sera del 6 luglio, nel contesto “popolare” della Pecora Elettrica, Antonio Agnello si è esibito con l’accompagnamento del musicista, polistrumentista, Fabio Guandalini (contrabbasso e flauto traverso), anche lui, nato da autodidatta e poi diplomatosi al Conservatorio di Santa Cecilia in Contrabbasso e liuteria. Un connubio perfetto per una resa altrettanto eccellente della musica di un nuovo e vero cantautore: Antonio Agnello.

Nel repertorio della serata sono stati proposti anche brani inediti in cui si nota una velatura più amara: Questo sono io, ricco di riflessioni sul passato e sui cambiamenti da attuare per un migliore futuro; Stessi Accordi, un parallelo tra il giro di Do e la politica mette in evidenza tutta la solita solfa che da sempre si ripercuote sulle nostre spalle e Semplici Puisia  con una forte marcatura di dialetto siciliano.

Pare non sarà necessario aspettare tanto per poter assaporare un nuovo lavoro di questo brillante e talentuoso artista nostrano.

Antonio Agnello

I cantautori italiani sono oramai una razza in estinzione. Sarà per il pubblico, feroce da un lato ed estremamente distratto dall’altro, è davvero difficile per un nuovo autore imporsi all’attenzione delle persone. Eppure qualche eccezione c’è ancora, Antonio Agnello è fra queste.

Originario di Patti, paesino in provincia di Messina, Antonio, nasce come chitarrista autodidatta per poi ufficializzare la sua identità di musicista conseguendo il diploma di chitarra classica presso il Conservatorio di Avellino. Da sempre scrittore di testi, capacità da lui stesso sottovalutata all’inizio del suo percorso, nel 2010 inizia a collezionare i suoi scritti e farne dei veri e propri brani. Di lì a poco realizza un primo progetto live dal titolo Non solo ironico, composto totalmente da lui, che lo porta a fare concerti e a partecipare a concorsi, ottenendo diversi riconoscimenti.

Molti gli sviluppi e i mutamenti subiti dal progetto, dapprima in duo e trio, poi da solista, alternati a periodi di riflessione, per poi arrivare al cambiamento definitivo che porta Antonio a riarrangiare e a modificare i pezzi, sia nel testo sia nella parte strumentale. Scritti inizialmente per gioco, i testi diventano l’elemento legante del tutto.

C’è voluto un po’ di tempo prima che le sue personalità, due egocentrici personaggi, il chitarrista e il cantautore, trovassero il giusto equilibrio valorizzandosi reciprocamente nel ruolo di vero e proprio compositore.

Il suo primo album, “Vecchia biro” esce nel 2017, un titolo definito dallo stesso autore “di buon auspicio e senza troppe pretese”, “è proprio una vecchia biro, presente nella sua essenza: nel tratto, nel disegno, nella composizione, nella scrittura, nonché nell’auspicio di continuare a scrivere”. Il fulcro centrale di questo lavoro è l’ironia, nei giochi di parole che nascondono una reale serietà intrinseca. Dieci brani che spaziano nelle sonorità della musica tradizionale, del Jazz, del manouche, fino al blues con la padronanza di chi può scegliere liberamente il miglior scenario alle parole. Forte la nota teatrale, nell’impostazione della voce, a volte tenebrosa, nelle inflessioni dialettali e nei piccoli sprazzi di parlato, o meglio recitato. Orgoglioso siciliano doc, Antonio, usa con classe e  disinvoltura lo stretto dialetto affiancato all’italiano, con o senza inflessione.

Sarcasmo e ironia a suon di freddure, impregnano il brano di maggior successo dell’album, Fumare uccide, che dietro all’evidente messaggio salutista cela un morboso rapporto malsano con la sigaretta. In MediterrOnei c’è tutto il profondo legame con la sua terra d’origine, una meravigliosa e contraddittoria Sicilia. Fierezza e sconforto si accompagnano nell’atmosfera retrò di Mestieri in Estinzione, parallelo celato tra l’artigiano e l’artista che, mondo del benessere, trovano il loro “malessere”. La chitarra diventa una vera e propria seduttrice in Chitarra Ironica che, come un’amante libertina, “cambia ritmo qua e là, rock e blues, tango e vaffan’valzer”. Una dichiarazione d’amore alla propria compagna è invece Dipinto Rosso, con un sottofondo di sonorità jazz sensuale come il passo di una gatta. Infine divertente e leggero Quartiere miao in cui il delineare una comunità di singolari felini svela la curiosità dell’autore nell’osservare il comportamento naturale dell’essere gatto.

Un lavoro poliedrico, divertente e orecchiabile nei suoni e nelle tematiche che, più o meno serie, vengono costantemente filtrate dalla luce e dal colore di quell’ironia tipica e radicata solo nel sud della nostra Italia. Una musica sapiente al servizio delle parole completa il quadro di questo eclettico cantautore.

Sira Di Vanna

 

TRACKLIST

Contrasti

Fumare Uccide https://youtu.be/PgavsKd5K4w

I Mediterronei

Mestieri in Estinzione

Preludio

Chitarra Ironica

Infiniti Petali

Dipinto Rosso

Quartiere Miao

L’immagine dei Tempi