Aziende d’eccellenza a Roma. I Synth.

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E’ davvero sorprendente, dopo decenni di supremazia tecnologica giapponese e americana, poter parlare di strumenti musicali tecnologici prodotti in Italia,

tra l’altro vicino Roma e non nel cuore industriale del paese, a Monte Porzio Catone. La GRP Synthesizer di Paolo Groppioni si sta proponendo, in questi anni, come una degna rivale delle germaniche Doepfer e Waldorf inserendosi su un segmento di prodotti musicali in concorrenza alla stessa Moog. Ma cosa produce questa società in bilico fra progettazione tecnologica e artigianato? Sintetizzatori analogici.

Di cosa si tratta? Dobbiamo tornare agli anni 60 quando il geniale ingegnere americano Robert Moog iniziò a produrre i suoi innovativi strumenti musicali che vennero utilizzati dai grandi gruppi rock anni 70, a partire dal mitico disco di Wendy Carlos “Switched on Bach” del 1968, per arrivare al mitico assolo di “Lucky Man” dal primo disco degli Emerson Lake and Palmer del 1970.

I sintetizzatori Moog, e quelli successivi di altri produttori, imperversarono per almeno un decennio, a partire dai Pink Floyd e dai gruppi progressive rock.

Ma vi furono veri e propri generi musicali, come lo space rock dei Tangerine Dream e di Klaus Schulze fino ai Kraftwerk, fondati sull’uso di queste macchine, ma anche la dance fino anni 70, basati pensare a “I Feel Love” di Giorgio Moroder.

Negli anni 80 iniziarono ad entrare in gioco altre tecnologie (sintesi digitali come la FM della Yamaha o la Sintesi Lineare Aritmetica del D50 Roland), più facili da usare e che sembravano offrire molte più possibilità, e i synth analogici furono momentaneamente accantonati, per tornare in auge a partire dagli anni 90, grazie alla dance elettronica che fondava proprio sulla potenza delle batterie analogiche i propri groove (Roland TR909 e TR808).

E’ una nuova fase in cui si riscopre, l’importanza dell’originalità e della personalità del suono, a fronte di una musica composta di timbri elettronici e in cui decade la necessità di imitare i suoni naturali con le tastiere, elemento che aveva condizionato la produzione di questi strumenti per tutti gli anni 80.

Ma di cosa si tratta in soldoni, cosa sono questi sintetizzatori analogici? Sono strumenti che non usano campioni pre-inseriti o componenti digitali, ma che producono il suono secondo una tecnologia analogica, che spesso non permette nemmeno di salvare i propri suoni, e che costringe il musicista a combattere con manopole e cavetti per creare da zero il timbro che deve utilizzare (uno dei motivi per cui dagli anni 80 non vennero più impiegati), ma il cui risultato timbrico, frutto della peculiarità dei circuiti e della imperfezioni dei componenti è di una potenza e di una pasta inimitabile, con una resa analoga a quella degli strumenti elettrici ed acustici.

 

Ogni casa costruttrice ha elaborato i propri componenti con le proprie caratteristiche timbriche, il sound di ogni strumento è, all’orecchio degli esperti, ampliamente riconoscibile, il suono degli strumenti Moog è, ad esempio, entrato nell’immaginario sonoro collettivo, come quello VCS3 della EMS (quello che ascoltate su “On The Run” da “The Dark Side Of The Moon”).

Negli ultimi anni, la grande diffusione dei generi musicali impieganti strumenti e suoni elettronici e digitali ha visto da un lato, il ritorno dei grandi produttori storici (Moog, Roland, Korg, Yamaha, etc) ,dall’altro, la nascita di nuovi marchi che hanno realizzato prodotti competitivi e originali di qualità elevata (Doepfer, Elektron, Waldorf, Novation, Vermona, MFB, etc).

In questa seconda famiglia si inserisce la GRP Synthesizer che si immediatamente proposta la realizzazione di prodotti di alta fascia, come i sintetizzatori semimodulari A8 e A4, realizzati solo su ordinazione e che hanno trovato clienti eccezionali come Franco Battiato e Jean Michel Jarre, a testimoniare l’elevatissima qualità di questi prodotti. L’A4, lo strumento che vediamo nelle mani di Franco Battiato è un synth monofonico midi con uno step sequencer integrato, dotato di tre oscillatori e di molteplici possibilità di modulazione, uno strumento di elevata potenza e notevole flessibilità ma che si pone in una fascia di strumenti di alta resa e di costo non certo accessibile a tutti. L’annuncio della prossima uscita del GRP A2, un synth posto in una fascia di costo più accessibile, ci auguriamo possa rendere questi strumenti più diffusi e possa permettere ad una azienda italiana, questa volta realmente d’eccellenza, di competere sul mercato internazionale.

La piccola impresa italiana sta, negli ultimi anni, riservando delle interessanti sorprese anche nel campo delle nuove tecnologie, come nel caso esemplare di Arduino e ci auguriamo di poter segnalare altri casi come questo nel settore musicale.

Alessandro “Amptek” Marenga