Capitalism Is Cannibalism è il nuovo album dei The Lust Syndicate

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L’odierno sistema mondialista/neocapitalista, luogo deputato al sacro culto dell’edonismo e della disparità sociale, con i suoi sanguinosi conflitti ed il suo processo di mercificazione universale, è lo scenario su cui si infuocano gli scontri sonori di The Lust Syndicate, sferzate industrial e malinconia pop, tribalismi post apocalittici e decadenti sinfonie di fine millennio. Il racconto crudo di una società al collasso, mistificatoria e violenta, che mira ad opprimere ogni diversità ed a soffocare ogni voce fuori dal coro.

Capitalism Is Cannibalism” è l’esordio del progetto che va sotto il nome di The Lust Syndicate, nuova anima musicale di quel Simone Salvatori conosciuto per i suoi Spiritual Front. L’album è uscito il 18 gennaio 2019 per l’etichetta tedesca Trisol Music Group.

La linea aggressiva evocata nella copertina è un complemento semplice e perfetto delle tracce di cui si compone “Capitalism Is Cannibalism“, vero e proprio vortice di dichiarazioni schiettamente critiche e politicamente provocatorie. A sorprendere non sono solo le sue tesi ben delineate sui temi dell’attualità, ma anche i rinomati ospiti chiamati a raccolta in questo disco (spalmati tra album e bonus track): Michael DE Victor dal gruppo neofolk While Angels Watch, l’attore di genere italianoMark Thompson Ashworth, l’occultista americano Paul SmalleyGary Carey dei Joy of LifeSean Ragon dei Cult of YouthErin Powell degli Awen e Caroline Jago dei pionieri del neofolk Sol Invictus.

Ma The Lust Syndicate offre più di semplici accuse: percussioni martellanti, frammenti melodici e noise agonizzanti. Con i suoi beat tribali e metallici, il pezzo Deserted Future ricorda i pionieri dell’industrial australiano, gli SPK. Allo stesso modo vengono in mente gli Hunting Lodge nella veemente Tribal Warning Shot, e così anche i Test Dept., la cui agitazione incriminante risplende ancora e ancora (come ad esempio in United States of Slavey).

Simone Salvatori, deux ex machina di The Lust Syndicate è noto per il suicide pop degli Spiritual Front, con cui ha pubblicato dal 2000 svariati album ed EP.