Caro Vittorio Nocenzi ti scrivo così mi distraggo un pò

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Vittorio Nocenzi

Buongiorno Vittorio, come stai!?

Si lo so che non stai benissimo, ma tu hai una scorza dura e forte, per cui sono convinto che riuscirai a suonare anche questo ennesimo difficilissimo accordo, lo so perchè ti avrò visto suonare almeno un milione di volte, quindi conosco la tua caparbietà e il tuo grande amore per la musica.

Certo però che sei strano forte, non ti fermi un attimo, sembri una trottola che gira senza fine; mi verrebbe voglia di dirti che oramai non sei più un pischelletto, ma so invece che in cuor tuo lo sei, però a volte bisogna rallentare un pò per riprendere fiato e per poi tornare a fare quello che hai sempre fatto, per tornare ad essere quello che sei sempre stato, un ragazzino che quando gli metti davanti una tastiera non ci capisce più niente e suona senza sosta, sei come me quando da piccolo mi portavano alle giostre, non volevo mai andare a casa.

In realtà non ti scrivo solo io, ma ti scrivono tutti quelli che amano la buona musica, ti scrivono tutti quelli che dopo i concerti vengono li e ti bombardano di domande, e tu, come faceva Francesco, stai li e rispondi a tutti, chiacchieri, ridi e scherzi con tutti e te ne freghi se sei stanco morto, se hai suonato tre ore, te ne freghi di tutto questo.

Adesso però piantala di fare lo scavezzacollo, almeno per un pò, perchè ci hai fatto prendere una gran paura, datti una bella calmata e prenditi tutto il tempo necessario, tanto noi non andiamo di fretta, non abbiamo le fregole di ascoltare il nuovo disco, quello arriverà quando dovrà arrivare, e quando arriverà, stai tranquillo che saremo tutti “Orlando Furioso”.

Con affetto, i tuoi amici.

N.B. evitiamo di sciacallare su diagnosi più o meno fantasiose per rispetto della privacy e della famiglia a cui mandiamo un grande abbraccio.

Prince Faster.