Caterina Palazzi e Sudoku Killer esce Asperger la recensione

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Sudoku Killer “Asperger”, maggio 2018

Libertà di un fiume che si auto incanala per andare ad irrigare dei campi di concetti, questa è l’idea che ho della formazione Sudoku Killer, della contrabbassista e compositrice Caterina Palazzi, assieme a Giacomo Ancillotto (chitarra), Maurizio Chiavaro (batteria), e Antonio Raia (sax tenore) e la new entry Sergio Pomante (sax tenore).

Dopo aver ascoltato il nuovo nato Asperger, anche a confronto con il precedente Infanticide, mi sembra che un’evoluzione sia nella qualità delle contaminazioni tra i generi: in Infanticide c’era qualche momento ed aspetto più rock, mentre ora le incursioni vanno più verso il noise. Tutti gli strumenti approfittano al massimo della libertà di fare tali incursioni, allontanandoci dall’abitudine alle strofe melodiche e classicamente strutturate.

Forse proprio questa destrutturazione apre lo spazio a un maggiore amalgama di elementi che in Infanticide sembravano a volte solo giustapposti.
In ogni caso le contaminazioni non mi sembrano tali da allontanarsi tanto dal jazz, che resta un riferimento imprescindibile e pervasivo.

Il tutto dicevamo al servizio di un concetto, che è una dedica ai “cattivi” delle fiabe disneyane, come nocciolo di contraddizione rispetto a un mondo infantile idealizzato (ma, diceva Chesterton, le fiabe non insegnano che i mostri esistono, ma che possono essere sconfitti).
La varietà di storie e di caratteri trova quindi ricchezza compositiva e bravura esecutiva nel dipingerli, tendendo verso una materialità molto densa di personaggi di spessore tridimensionale, che sembrano sempre lì lì per prendere vita e acquisire concretezza, perfino sanguigna.

Grimilde” si apre aggressiva e dinamica, poi si trasforma in un lento incedere del contrabbasso attorno al quale si arrotolano gli altri strumenti, facendosi strada in mezzo a frammenti noise, prima soprattutto il sax come una voce ironica e sofisticata poi, prendendo energia e velocità, irrompono la batteria e la chitarra, e lì i fiati diventano più urlanti e sguaiati, rabbiosi, sconfinando nello jazzcore più esaltante.

A momenti arpeggi e fraseggi delicati arricchiscono l’insieme dei passaggi ma sempre con qualcosa di stridente come se le unghie di arpia sbucassero da merletti inamidati.
Rallentamenti narranti, rulli di tamburi pesanti passi (forse) sconfitti portano via la prima traccia e storia e lasciano spazio a “Jasper & Horace“, ancora più varia come tempi e atmosfere , mutevole come un cielo di maggio.

Delle percussioni ora appena accennate ora violente sorreggono a lungo un gioco di rumorismi, piccole pennellate, poi condotto dalle chitarre emerge un rock piuttosto quadrato, che si risolve in un veloce e variegato rincorrersi degli strumenti di stampo cinematico-progressive, con una chiusura disfatta come lo sfilacciarsi della coda di una pellicola.

Contrabbasso e sax danzano un lento notturno in “Maleficient“, con una corte plaudente degli altri strumenti che mettono in circolo un ricco insieme orchestrale, di sapore più classicheggiante rispetto agli altri brani.

Edgar the butler” inizia come una tempesta elettrica, con tuoni e mulinelli ventosi di corde di chitarra, in cui si fa strada l’incedere del tema quasi affaticato e appesantito, ossessivamente ripetuto. Infine in “Medusa” il sax spinge con furore meccanico ritmi quasi insostenibili, per poi galleggia rauco e malinconico su arpeggi delicati ed emotivamente cangianti.

Tutti i brani sono ricchi, complessi, sorprendenti, ed eseguiti in modo efficace ed espressivo, l’omaggio ai personaggi “malvagi” li tira un po’ fuori dalle loro rispettive storie per esporli sulle pareti di un’immaginaria galleria. Questa astrazione rende forse i ritratti un po’ statici, così come la scelta di questo progetto di dedicare sempre il titolo e, se non sbaglio, anche la copertina non al presente ma al successivo album, non facilita un’immersione totale e totalizzante, piuttosto viene stimolato maggiormente un livello intellettuale e astratto, una continuità temporale data dal lavorio della mente più che il “qui e ora”.

Alessandra Dotto

Tracklist

01 Grimilde (from Snow White)
02 Jasper & Horace (from 101 Dalmatians)
03 Maleficient (from Sleeping Beauty)
04 Edgar the butler (from Aristocats)
05 Medusa (from the Rescuers)

Registrato, missato e masterizzato da Lorenzo Stecconi tra agosto 2017 e gennaio 2018, presso LRS Factory Roma.

Link al disco