Coma Cose qualcosa di nuovo all’orizzonte italiano

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Era inevitabile che prima o poi sarebbe successo, certo il successo quando lo cerchi magari non lo trovi, però se ci provi forte e tanto poi alla fine arriva, ma serve un salto, quel salto che ti permette di diversificare una cosa dalle tante tutte quasi uguali.

Bene, tutto questo delirio per espropriare un terreno caro ai tanti fan della trap, del rap, o del grime, in favore dei Coma Cose che da qualche mese, e grazie ai loro video, stanno riscuotendo un notevolissimo successo.

Certo è che non bastano i video, e per fare qualcosa di davvero diverso occorre acume e fantasia; parliamoci chiaro, non sono dei Luigi Tenco, ne tanto meno i Franti, però a dirla tutta, la strada che hanno scelto è irta di dossi e paradossi, si ispirano a De Gregori, citano Rino Gaetano, ma ci mettono in mezzo anche Celentano, lo fanno bene come se avessero in mano un nano @*#%&$*° mi sto facendo prendere la mano dalla rima, aiuto datemi una lima.

Bene, basta così altrimenti rischio di essere marchiato come un disadattato senza speranza, ma con disagio.

I Coma Cose hanno fatto quello che andava fatto, ma che nessuno ancora era riuscito a fare, cioè, unire il genere rap/garage al mondo indie con una punta di cantautorato, dando così il via ad un nuovo modo di scrivere e cantare, non facile, e vi invito a non banalizzare questo duo milanese perché dietro c’è un sacco di lavoro e di ricerca, c’è scrittura, seria, e quella vena di disagio che in questo periodo non guasta mai, non a caso Fausto Zanardelli non è proprio uno di primo pelo visto che la sua biografia musicale è ricca di cose e dischi.

E comunque vada, sarà un successo, bravi Coma Cose, parola di….

Prince Faster