Denovo: il resoconto dell’incontro al Tirso De Molina

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Per dirla con le parole dell’anfitrione, Stefano Mannucci, la serata al Tirso de Molina ha rappresentato un viaggio in una scatola del tempo dove ci siamo ritrovati vivi e gagliardi più di quando eravamo ragazzi, con le rughe che hanno aggiunto un tratto di virile consapevolezza nei sorrisi che ci si scambiava”. E di viaggio vero e proprio si è trattato, un viaggio nello spazio (da Catania a Venezia, passando per Firenze) oltre che nel tempo.

Per una sera, il pubblico del “Mannucci incontra a teatro” è stato teletrasportato nella Catania dei primi anni ’80, quando quattro ragazzi gettavano i semi per quella che sarebbe diventata, di lì a poco, la “Seattle d’Italia”. Mario Venuti, Toni Carbone e i fratelli Madonia, Luca e Gabriele, come molti ragazzi della loro età (all’epoca sono poco più che maggiorenni) trascorrevano interi pomeriggi a suonare in una cantina, “…ogni giorno, dalle 4 alle 8”, precisa Venuti.

Il passo dalla cantina al palco, è breve. In poco tempo, a suon di concerti, i 4 ragazzi si fanno conoscere in tutta la Sicilia e il loro nome diventa sinonimo di un sound originale e assolutamente innovativo. Erano nati i Denovo.

La fama dei Denovo attraversa lo stretto e, dopo la partecipazione al festival Il Rock italiano mette i denti, nell’83 partono alla volta di Firenze, dove, sotto la guida del produttore Francesco Fracassi, registrano il loro primo album, l’EP dal titolo “Niente insetti su Wilma”, che verrà pubblicato l’anno successivo.

L’ultima tappa di questo viaggio nel tempo e nello spazio è Venezia, poco più di un anno fa, quando Fracassi, casualmente, ritrova le registrazioni di trent’anni prima nella cantina di casa della madre. Quelle registrazioni, oltre ai 4 brani già incisi, contengono altre 8 tracce assolutamente inedite.

 

Il resto, è storia di questi giorni. Fracassi e i Denovo (che, nel frattempo, si sono sciolti e hanno preso strade diverse, strade che, di tanto in tanto, nel corso degli anni, si sono incrociate su qualche palco, o in qualche album) decidono di celebrare il 30° anniversario del loro esordio discografico pubblicando il materiale ritrovato, dando vita, paradossalmente dopo 30 anni, al loro primo album: “Kamikaze Bohemien”.

Il “salotto” di Mannucci ha ospitato la presentazione ufficiale del progetto e introdotti dalla proiezione di un docufilm che racconta la storia e i retroscena del “nuovo” album dei Denovo, accolti da un fragoroso applauso del pubblico presente in sala, sul palco del Tirso de Molina si sono materializzati, per la prima volta dal 1997 (quando fecero un mini tour in Sicilia), i Denovo al completo.

I 4, visibilmente emozionati, hanno dato vita ad uno strepitoso mini-live, completamente improvvisato.

Alternando canzoni e chiacchiere, i Denovo, incalzati da Mannucci (l’autore della definizione “Rock dell’agrumeto”, affibbiata alla band siciliana durante una puntata dello storico programma di Arbore, Quelli della notte) si sono raccontati e attraverso aneddoti e qualche immancabile siparietto comico, hanno raccontato com’è nato “Kamikaze Bohemien”.

Hanno ricordato le sessioni di registrazione al G.A.S. Studio di Firenze, che dividevano con i Litfiba e hanno sfatato il mito della rivalità tra i due gruppi simbolo di quel periodo, raccontando che, invece, erano molto affiatati, tanto che, lo storico chitarrista della band fiorentina, Ghigo Renzulli, suona la chitarra in una delle tracce di “Kamikaze Bohemien” e, a ulteriore riprova della stima reciproca tra di loro, Piero Pelù, non potendo partecipare di persona alla serata, ha voluto inviare un suo personalissimo saluto ai “ragazzacci dei Denovo”, come li ha apostrofati nella registrazione audio che ha inviato a Mannucci.

Nonostante l’estemporaneità, e qualche intoppo di carattere tecnico, i momenti musicali sono stati entusiasmanti.

Le chitarre e le voci di Venuti e Madonia, si incastrano ancora alla perfezione, l’alchimia musicale tra i due, che era uno dei tratti distintivi dei Denovo, è straordinariamente intatta, oggi come allora. A tratti anche meglio.

Vengono riproposti alcuni tra i brani più famosi del repertorio della band catanese,tra i quali “Grida”, “Buonumore”, “Sant’Andrea”, “Persuasione”.

 

In poco più di 5 anni, dall’84 all’89, i Denovo hanno pubblicato 5 album (4LP + 1EP) e, oltre a dare un enorme contributo alla rinascita culturale della loro città, hanno influenzato molta della musica italiana degli anni ’90 e se, come dice Luca Madonia, in quel momento non erano affatto coscienti del loro ruolo, col tempo hanno avuto modo di scoprire quanto siano stati importanti per molti colleghi e così hanno scoperto che Samuele Bersani è cresciuto con “Venuti dalla Madonie a cercar Carbone” (l’album che concluse l’esperienza della band catanese e che si avvaleva della produzione artistica di Battiato), che Morgan era un loro fan sfegatato e che non è difficile scovare tracce dei Denovo nella musica dei Subsonica.

Sul palco è salito anche il Deus ex machina di questa operazione, quel Francesco Fracassi che, tra i primi, ha creduto nei Denovo e che ora è l’artefice di questa clamorosa reunion. Fracassi ha raccontato di aver esitato un bel po’, prima di ascoltare i nastri che aveva trovato nella cantina della madre ma che, una volta capito cosa aveva per le mani, non ha indugiato un solo minuto, prima di mettere mano al telefono per avvisare gli altri e proporre loro di pubblicare il tutto.

Fracassi, oltre a ringraziare la Viceversa Records, l’etichetta catanese che ha pubblicato “Kamikaze Bohemien”, ci ha tenuto a sottolineare che, sebbene siano quasi sempre Venuti&Madonia a metterci la voce e la faccia, il ruolo dell’altro Madonia, il batterista Gabriele, e del bassista Toni Carbone (che per l’occasione ha “riesumato” il basso originale usato nell’83), sia fondamentale nel particolare suono dei Denovo. A conferma, è arrivata anche la testimonianza dello stesso Mario Venuti, che ha svelato che, anche se i brani erano firmati, quasi in perfetta alternanza, da lui e da Luca Madonia, in realtà erano frutto di un vero e proprio lavoro in comune e spesso, l’intervento della sezione ritmica del gruppo, stravolgeva completamente l’idea originale del brano.

 

C’è stato anche spazio per delle incursioni nelle carriere soliste dei due frontmen. Sia Luca che Mario sono in procinto di pubblicare i loro album. Luca sta lavorando insieme a Carmen Consoli e allo stesso Toni Carbone e prevede che il suo lavoro venga pubblicato in autunno, mentre Mario ha svelato già il titolo del suo prossimo album, “Il tramonto dell’occidente”, un album scritto in collaborazione con Francesco Bianconi dei Baustelle e che verrà pubblicato nel giro di pochi mesi.

Prima della conclusione della lunga serata, Mannucci ha posto la domanda che da mesi, da quando cioè si è avuta notizia di questo clamoroso ritorno discografico dei Denovo, si pongono tutti, fans e addetti ai lavori: questa operazione sarà il preludio di una vera reunion del gruppo? Ci sarà un seguito a tutto ciò? La risposta è stata abbastanza evasiva. I 4 hanno tenuto a sottolineare come l’operazione abbia un valore puramente affettivo, un modo per dare una sorta di riconoscimento al febbrile lavoro svolto 30 anni fa. Non hanno escluso altre esibizioni estemporanee e, in fin dei conti, compatibilmente con le carriere soliste, non hanno escluso clamorosi ritorni.

Sulle immagini del videoclip di “Ipnosi”, il singolo che è stato scelto per anticipare l’uscita dell’album, i Denovo si congedano ringraziando il pubblico senza però fissare un altro appuntamento.

Non ci resta che aspettare, e sperare. Per il momento, l’unica certezza è che il prossimo 19 aprile, in occasione del Record Store Day, il vinile di “Kamikaze Bohemien” verrà messo in vendita in edizione limitata e numerata. In maggio, invece, vedrà le stampe la versione in CD e in digitale.

 

Marco Medaglia (articolo e foto)

 

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