Dimensione Hi Fi chiude dopo 40 anni

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Dimensione HiFI

La crisi economica colpisce tutto e tutti e a farne le spese sono principalmente le fasce deboli, i precari, i lavoratori a contratto, le piccole realtà come negozi di quartiere ecc…

Dimensione Hi Fi è stato per oltre quarant’anni a Roma (zona Monte Sacro) uno dei punti di riferimento per tutti gli appassionati romani di musica.

Quando si parla di apparecchi Hi Fi o Hi End è chiaro che parliamo di qualcosa non essenziale, non necessaria al sostentamento o alla sopravvivenza di una famiglia italiana, così come la musica stessa, sebbene quando parliamo di musica parliamo di arte e il che non significa che sia una priorità nella vita di tutti ma solo di alcuni.

Le priorità sono per ognuno di noi diverse e tra le più svariate, c’è ad esempio chi si imbarca in una cartata di rate per un cellulare di ultima generazione, o per una automobile, o chi usa il proprio danaro per fornirsi di droga e via dicendo.

Basterebbe acquistare un cellulare da 20 ero e si telefona tranquillamente, così come basterebbe una semplice tessera dei mezzi pubblici per viaggiare, oppure un lettore mp3 da 15 euro per ascoltare musica, oppure non usare droga ma guardare la televisione.

Ma le passioni, si chiamano così perchè scattano a prescindere dall’individuo, ovvio è, che ogni negozio di quartiere che chiude è una piccola disfatta per la comunità, che sia il fornaio o la pizza a taglio o il negozio di frutta e verdura.

Nessuno obbliga nessuno ad investire capitali, piccoli o grandi che siano, nel “superfluo”.

Come tanti negozi di quartiere, Dimensione Hi Fi non era un semplice negozio mordi e fuggi, li dentro ci entravi e ci passavi pomeriggi interi a chiacchierare di amplificatori, di testine, di vinili, di musica, era interessante ascoltare e capire le tante differenze su apparecchi valvolari o a stato solido, su quale braccio fosse più performante per il tuo giradischi, ti confrontavi su quale apparecchio fosse migliore rispetto ad un altro di pari prezzo, c’era dell’ottimo usato a prezzi umani, ma c’erano anche apparecchiature di altissima qualità.

Il sapere, il conoscere veniva prima dell’acquisto, spesso sentivo dire, no, questo non te lo vendo perchè sul tuo impianto non ti serve e butti solo i tuoi soldi.

Io lo definivo “il bar della musica” il proprietario era una persona competente e che ti dava tutte le informazioni possibili ed immaginabili su ogni macchina che ti incuriosiva, insomma il suo lavoro lo conosceva veramente bene.

Poi arriva la recessione, e settori legati al “superfluo familiare” come ad esempio quello dell’HiFi e della musica, sono stati i primi a subire la falcidia della crisi, perchè i soldi sono pochi e servono ad altro, servono per mangiare, curarsi, e spesso non bastano neanche per quello; insomma cose che prima non pensavi di dover mettere in cima alle spese prioritarie e che rientravano tranquillamente nelle normali spese di gestione familiare ora lo sono, ora sono l’emergenza e non  la norma.

Un grazie e un in bocca al lupo a Gianluca e al suo staff per aver condiviso la sua conoscenza, per aver condiviso il sapere su questo pazzo, ma straordinario mondo che è la musica.

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