Esce il 3 maggio Continentale l’album d’esordio di Alessandra Contini

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Esce oggi COMPLIMENTI, il primo video ufficiale di Alessandra Contini, in arte CONTINI. Dopo l’esperienza con Il Genio, Alessandra è pronta a presentare il suo primo disco solista, CONTINENTALE, in uscita il 3 maggio per UMARecords.

Complimenti, per la regia di Massimiliano Verdesca, racconta l’esperienza dell’invisibilità, della sottrazione, non solo come assenza, ma come condizione necessaria per capire, ripartire, ricominciare. Per diventare, in una parola, visibile.

“Ti sei mai chiesto se davvero sei così importante?” Dice il testo di Complimenti.
Ho praticato l’invisibilità per un pò di tempo non per formalismo e nemmeno perché cercavo una scappatoia, solo perché fortemente attratta dal capire cosa succedeva “senza di me”. Anonima mentre il mondo continuava a girare.
L’invisibilità non è assenza ma, a volte, è la condizione perfetta dalla quale ripartire con discrezione dopo aver indossato un mantello che tutto copre, che tutto dissolve, e averne scoperto l’antidoto.

Perdersi per ritrovarsi, ricordandosi di esserci. E di non essere più invisibile”

Continentale è caratterizzato da escursioni ritmiche e sonore, in costante bilico tra inverno ed estate. La musica e i testi raccontano la quotidianità resa statica e dilatata per ritrovare il proprio più profondo sé stesso, lontano da tutto ciò che è impersonale.

L’album è stato registrato in collaborazione con Giovanni Calella che ha curato gli arrangiamenti e la produzione artistica. “Complimenti” è il primo brano estratto dal disco di debutto, tra elettronica e atmosfere retrò, liberatorio e sincero, in cui il riff di chitarra scandisce, come a volerlo sottolineare, tutto ciò che l’uomo di oggi vive abitualmente nel quotidiano.

Racconta l’ansia di emergere e di apparire che strozza ogni tipo di ricerca verso un’autenticità tanto utopica quanto agognata, per poi lasciare spazio a un ritornello quasi disinteressato, che suggerisce l’idea del fermare l’odissea del quotidiano ricordandoci di “respirare”. E di rallentare tutto, almeno per un momento.

“Lavorare al mio disco solista è stato come riscoprire il mio continente interiore. Ogni canzone è una tappa, un breve episodio del mio viaggio personale che ho deciso di rivelare agli altri. E, in questo disco, io non sono un Genio.”