Franz Ferdinand e Mogwai live Auditorium 10 luglio Roma il report

0
377
Mogwai e Franz Ferdinand

Serata ricca quella del 10 luglio all’Audutorium nel contesto del Roma Summer Fest, i Franz Ferdinand in concerto con gli onori di apertura affidati ai Mogwai. Due band davvero molto distanti fra loro sia per il genere musicale, una electro-pop-rock e l’altra post-rock, sia per il loro percorso artistico. In comune hanno solo una cosa: l’origine scozzese.

La Cavea dell’Auditorium ha cominciato a riempirsi già prima del tramonto. Gente variegata e di ogni età ha iniziato ad accumularsi nel discretamente capiente parterre, più diradata nelle tribune. Un palco con visibilità eccellente, a portata di qualunque altezza. Anche i meno spilungoni hanno avuto la possibilità di vedere il concerto oltre che di ascoltarlo.

Mogwai

Stuart Braithwaite, in prima linea, a fianco i suoi fratelli d’arte Dominic Aitchison (basso) e Barry Burnsha (tastiere), Martin Bulloch (batteria), ancora latitante, sostituito dal ciclone biondo, Cat Myers delle Honeyblood, potente e precisa come un metronomo. Elemento aggiuntivo, Alex Mackay con chitarra e tastiere.

Non appena hanno iniziato a suonare ci si è sentiti inglobati in un’atmosfera meravigliosamente intima, adatta a pensieri e riflessioni su sé stessi e sul mondo, sensazione ancor più forte per chi conosce l’impegno sociale che i Mogwai hanno sempre messo al primo posto, dalla realizzazione della colonna sonora di Atomic, documentario su Hiroshima, a Before the Flood di Leonardo di Caprio sul riscaldamento globale.

Hanno proposto una selezione, tanto incantevole quanto potente, di brani nuovi e presi dal passato. Perfetta la scelta della prima in scaletta, New Paths to Helicon, Pt. 1, il suono distorto e delicato della chitarra, quasi impercettibile, ha preso per mano il pubblico per portarlo nel mondo parallelo della loro ambientazione musicale; Coolverine dall’aria più rarefatta, preso dall’ultimo album Every Country’s Sun del 2017; il basso e le tastiere, incipit della più elettronica Remurdered, si sono alternati con aperture di chitarra distorta e graffiante e con veri e propri colpi di batteria; Party in the Dark, il cui nome già dice molto, evidente richiamo alle sonorità di una musica dal sottofondo più scuro e malinconico, supportato dalla voce, con effetto sognante, di Braithwaite.

Chiude la performance Mogwai Fear Satan, gioiello della loro prima produzione che scatena l’entusiasmo del pubblico plaudente.

Insomma, i Mogwai, caro gremlin primordiale, si confermano con la loro performance un’eccellenza nel quadro della musica alternativa post-rock.

SETLIST

1. New Paths to Helicon, Pt. 1
2. Coolverine
3. Remurdered
4. Party in the Dark
5. Deesh
6. Crossing the Road Material
7. Old Poisons
8. Hunted by a Freak
9. Mogwai Fear Satan

LINEUP

Stuart Braithwaite (voce e chitarra)

Dominic Aitchison (basso)

Barry Burns (tastiere)

Cat Myers (batteria)

Alex Mackay (chitarra e tastiere)

Franz Ferdinand

Il pubblico non sapeva però che nell’acquisto del biglietto erano compresi ben tre quarti d’ora di attesa per il cambio di palco, manco fosse l’allestimento della base Nato di Cape Canaveral prima del lancio dello Shuttle! E giusto per chiarire, sono stati quarantacinque minuti in cui circa trenta persone hanno lavorato, indefesse e senza titubanza alcuna.

Inizia, finalmente, la seconda parte dello show, gli attesissimi Franz Ferdinand. Agognati da chi non sapeva nemmeno dell’esistenza dei Mogwai, temuti da chi, addirittura, era al concerto solo per questi ultimi. Uno scontro generazionale? No, No, forse è meglio dire socio-intellettuale. E’ difficile che ci sia ancora qualcuno che non conosca Take me out, più o meno l’abbiamo ballata tutti. Lo stesso si può dire di numerosi altri brani del famoso gruppo electro-pop-rock. La loro musica è un eccellente esempio di quella sonorità e di quel ritmo che conquistano le masse, così eccitante da non riuscire a stare fermi. Il loro valore intrinseco è proprio nella vastità di individui, o meglio di personalità, con le quali riesce ad entrare in empatia emozionale, un’emozione di certo non introspettiva come quella regalataci dai Mogwai, bensì esattamente l’opposto. Una carica energetica centrifuga, che deve esprimersi a tutti i costi. Non ho mai visto una tale massa di gente che, per evidenti motivi di spazio, saltava in verticale a mo’ di stantuffo anziché ballare.

Alex Kapranos, leader della band, sul palco è meno sex-simbol che nell’immaginario dei videoclip, ma non si è certo risparmiato. Grazie al suo carisma e alla sua carica ha coinvolto il pubblico facendogli intonare le frasi dei brani più celebri. Quando, ad un certo punto, ha affermato “Roma è la città più bella del mondo”, ha conquistato tutto il pubblico nella sua interezza.

L’altra personalità di spicco sul palco, è stata Julian Corrie detto Miaoux Miaoux (tastiere, cori, chitarra). Nonostante la sua posizione fosse in seconda linea, la sua presenza è emersa con forza e in totale autonomia come fosse un secondo frontman. Julian, musicista poliedrico, oltre ad avere già un passato in altre band e da solista, ha anche l’argento vivo addosso!

La scaletta ha incluso ovviamente Take me out, The Dark of the Matinée, Lazy Boy nonché l’ultimo grande successo Always Ascending. Possiamo dire che la performance ha atteso le aspettative del pubblico.

Insomma è stato un duello interessante fra due band che, con armi totalmente diverse, sono riuscite a mostrare come la musica possa essere lo specchio delle emozioni, sia di chi se ne intende di più, intellettuali della musica come i fan dei Mogwai, sia di persone che magari di musica non sanno un bel niente ma che ne godono spontaneamente come fosse un trampolino su una piscina di libertà espressiva.

Sira Di Vanna

SETLIST

1. Glimpse of Love

2. No You Girls

3. The Dark of the Matinée

4. Paper Cages

5. Lois Lane

6. Walk Away

7. Do You Want To

8. Lazy Boy

9. Stand on the Horizon

10. Finally

11. Love Illumination

12. Take Me Out

13. Ulysses

Encore:

14. Always Ascending

15. Michael

16. Feel the Love Go

17. This Fire

LINEUP

Alex Kapranos (voce, chitarra)

Bob Hardy (basso)

Paul Thomson (batteria, cori)

Dino Bardot (chitarra)

Julian Corrie (tastiere, cori)