Fuzz Orchestra Live @ Forte Fanfulla

0
264

Dopo oltre oltre 200 concerti tra Italia, Europa e Stati Uniti,continua il tour della band milanese Fuzz Orchestra con una nuova data capitolina al Forte Fanfulla,Pigneto.

Esibitisi il 5 marzo scorso davanti ad un pubblico interessato e rapito da un entusiasmante alternative nonchè noise rock,ci hanno deliziati con l’esecuzione di brani tratti dal loro terzo ed ultimo album “Morire per la Patria”,uscito nel dicembre 2012 ,ma ancora sulla cresta dell’onda. La prima peculiarità di questo album è il fatto che sia stato cooprodotto da una rosa di 15 etichette indipendenti, le quali hanno unito le loro risorse per arginare le chiare difficoltà economiche nelle quali versa purtroppo anche questo settore,dando vita ad una nuova idea d’allenza,comunione e commistione musicale.Azione dichiarata positiva dalla stessa band nell’intervista all’emittente romana Radio Città Aperta  poichè ha permesso loro di tessere relazioni con vecchie conoscenze musicali e nuovi artisti in ambito nazionale e non solo, con la conseguente possibilità di dar vita a proficue collaborazini future,sulle quali per ora mantengono riserbo. Nota invece è la loro partecipazione nella riedizione dell’album “Hai paura del buio” degli Afterhours, in uscita l’11 marzo.

“Morire per la patria” titolo forte che si riproduce nelle sue sonorità dure e metalliche,ha come caratteristica principale campionamenti vocali, che hanno un filo conduttore più o meno esplicitato e scorrono lenti come dei concept sotterranei,apparentemente avulsi dal contesto musicale, ma in verità di grande impatto psicologico-narrativo.

Summa nonchè unica evoluzione possibile rispetto ai precedenti lavori (l’omonimo “Fuzz Orchestra” del 2007 e “Comunicato n°2” del 2009),l’album è chiaramente influenzato dallo sbalorditivo vigore musicale del batterista Paolo Mongardi, che unitosi alla band nel 2011, ha prontamente arricchio l’originario sound heavy rock anni ’70 di Luca Ciffo (chitarra) e Fabio Ferrario (audio samples e noise).Si potrebbe parlare di un senso di continuità tra i lavori dato dal titolo dell’iniziale brano “Sangue” rispetto al conclusivo “Marmo Rosso Sangue” di “Comunicato n°2”.

Come una macchina da guerra live della durata di circa 45 minuti, inizia intorno alle 23,30 con i rintocchi di una campana a morto la deflagrazione sonora a cui il nostro apparato uditivo verrà successivamente sottoposto; qualcosa di surreale e clamoroso, un concerto intenso, metallico ed elettrico nel quale è presente un rituale hard psichedelico tipico di un’officina artigianale post-industriale che lavora a ritmi incessanti. Quando i tre musicisti, in giacca e cravatta nere e camicia bianca, prendono possesso dei propri strumenti, la commistione di suoni, rumori, disturbi, voci, drumming di altissimo livello si allinea coi brani senza mai scontrarsi: si crea uno strano equilibrio agitato che ipnotizza,un puzzle live inaspettato, per l’immensa gioia uditiva degli astanti.

La scaletta è incentrata principalmente sull’ultimo disco, senza però trascurare alcuni pezzi più attempati come ‘Marmo Rosso Sangue’.

Si avvicendano tribali ‘Il Paese Incantato’,’Sangue’ e ‘La Proprietà’ durante le quali rimbombano “sabbathianamente” i riff cupi ed heavy di Ciffo e la psicotica batteria di Mongardi. Il tutto,se vi pare poco, accompagnato dall’infinito campionario di suoni offerto dagli strumenti di Ferrario, costantemente alle prese con sintetizzatori, audiocassette,mixer, vinili d’antan e chi più ne ha più ne metta. Una massa strumentale nervosa condita da atmosfere western, le onde del mare, Domenico Modugno in “Sinnò me moro”.

L’epica ‘Morire Per La Patria’ chiude un concerto memorabile, capace di sconquassare tutti i presenti, i quali lasciano la sala rincuorati dalle note della colonna sonora di ‘Django’. “Black Sabbath meet Morricone meets Revolution”:

così i Fuzz Orchestra definiscono efficacemente la propria musica e così noi l’apprezziamo e lodiamo.

 

Giovanna Contatto