Il Giardino Violetto, un’oscura meteora dal passato

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Gli anni ’80 romani vantano numerose formazioni attive in ambito dark wave, sebbene poi la Capitale non sia stata mai considerata come uno dei centri principali del genere rispetto alle varie Firenze, Bologna e Torino.

Tra i nomi probabilmente più interessanti ci furono Il Giardino Violetto, duo di oscuro post-punk penetrante e inquietante, che realizzò il solo demo “Danse Macabre” prima di sciogliersi e cadere nell’oblio. Ma nel tempo, grazie anche alla rete, il gruppo è stato riscoperto a livello internazionale e la loro musica è divenuta di autentico culto tanto che, nel 2003, l’etichetta In The Night Time ha ben pensato di ristampare il loro materiale su cd, altrimenti reperibile gratuitamente in rete cliccando qui.

Ascoltare il brano che ha dato il nome all’intero progetto genera ancora ammalianti e sinistre sensazioni

 

Questa è la loro storia estratta dal comunicato della In The Night Time:

Il Giardino Violetto nasce nel 1989, come tanti gruppi di quel periodo, con un annuncio in un negozio di dischi. Chitarra, basso e batteria, un garage come sala prove. Quella che cercavamo allora era una risposta al nostro bisogno di suonare, l’unica forma di espressione diretta per qualsiasi diciottene incazzato col mondo, e la ricerca di un’estetica della catastrofe interiore e sociale che, sul finire degli anni ’80, era l’habitat naturale del gruppo.

Dopo alcune prove in tre, la line-up si riduce a due elementi, con l’inserimento di una drum machine. La pochezza tecnica del duo conduce necessariamente alla sperimentazione. L’idea del suono da produrre gira vorticosamente nelle due agitate menti, ma il come riuscirci è davvero lontano. Così, dopo un anno passato chiusi dentro il rimbombo acustico del garage, si decide di andare in uno studio di registrazione, portando qualche traccia di batteria elettronica, la pochezza tecnica e le molte idee.

Quello che nasce è il demo-tape “Danse Macabre”. A parte i testi e alcuni giri di basso e chitarra, i pezzi, sono pressoche’ improvvisati, soprattutto nelle parti vocali.
Si lascia spazio soprattutto alle sensazioni del momento. E’ una specie di polaroid di attimi vissuti. Resta ancora il tempo per un unico concerto-performance all’Uonna Club, storico locale dell’underground romano, e poi tutto finisce com’è cominciato. Il gruppo si divide, le sue componenti si incamminano per strade diverse senza mai più rincontrarsi.

Il cd, contiene, oltre al demotape del 1989 (rimasterizzato digitalmente), i remix di due brani,L.iquid S.ensations D.isplay (Remix di S*phz 2004) e Litanie a Satana (Remix di FM/S*phz 2004).
La particolarità di questo cd è che si tratta del primo album in Italia ad esser rilasciato con licenza Creative Commons, una nuova forma di copyright.