Il dark electro degli Shad Shadows esce Nocturnal

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Dagli Schonwald agli Shad Shadows. Il duo composto da Luca Bandini e Alessandra Gismondi, in passato fianco a fianco anche nei Pitch, raddoppia.

Come Schonwald, attivi da un decennio, i due musicisti di Ravenna hanno realizzato quattro album,Amplified Nature, Dream For The Fall, Between Parallel Lights e il più recente Night Idyll del 2017, in una parabola stilistica che dall’inconfondibile mix di post-punk e shoegaze in chiave teutonica si è via via aperta a una psichedelia dreamy. Un’avventura, quella degli Schonwald, autentici alfieri wave di casa nostra, che con esperienza e classe si è guadagnata importanti spazi all’estero, con centinaia di concerti tra Gran Bretagna, Germania, Belgio, Olanda, Francia, Portogallo, Spagna, Austria, Svizzera, Svezia, Danimarca, Grecia, Malta, Repubblica Ceca e, ovviamente, Italia.


Il progetto Shad Shadows, nato nell’inverno 2014, potrebbe essere considerato come il doppelgänger degli Schonwald. Cioè una seconda identità, speculare e complementare alla prima. I riferimenti sono in questo caso coldwave, industrial e synthwave, le colonne sonore dei film di genere e la musicaelettronica, che sia orientata alla sperimentazione o al dancefloor degli anni ’80/’90. Mentre negli Schonwald la voce principale è quella di Alessandra, negli Shad Shadows è poi Luca a impossessarsi nella maggior parte dei casi del microfono. Entrambi si interessano in parallelo alla video artcontemporanea e curano in prima persona la propria immagine, con un’estetica in bianco/nero, a bassa fedeltà.

Dopo il debutto sulla lunga distanza, Minor Blues del 2015, e un EP, Fix del 2017, la discografia degli Shad Shadows si arricchisce adesso del secondo album Nocturnal, disponibile a partire dall’8 novembre 2018 su tutte le piattaforme digitali e in uscita in vinile il prossimo 30 aprile 2019 per l’etichetta tedescaYoung & Cold Records. Il master è di Daniel Hallhuber, l’artwork è di Micha G. Wald.

Un titolo emblematico, Nocturnal, per una creatura della notte che, armata di synth e drum machine, si muove con algida eleganza tra beat marziali e minimalismo ossessivo, avanzando nelle nebbie artificiali, nell’oscurità di una decadenza retro-futurista. In ideale compagnia di nomi come Joy Division, Suicide, John Carpenter, Primal Scream, Moon Duo e Soft Moon. È musica fredda, freddissima, per cuori caldi. Articolato in dieci brani, Nocturnal è inoltre un concept sui miti urbani, dove le canzoni divengono flash su una società distopica – quella sempre più indesiderabile che abbiamo attorno – affogata in sogni di vertigine. Fatevi ipnotizzare dai suadenti gorghi sonori di Battle Of Stones, oppure ballate sui ritmi sostenuti della title track e di Inside.

Dopo una prima tappa al Bronson di Ravenna, tra i nuovi appuntamenti live ricordiamo il 19 gennaio al Glue di Firenze e a seguire Verona, Bruxelles,  Misano Adriatico e molti altri in via di definizione. Solo i darkwaver sopravvivono.