Ilaria Viola pubblica il nuovo album Se Nascevo Femmina la recensione

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Oramai la davo per dispersa, si perché alla fine ci ha messo ben cinque anni per scrivere un secondo disco.

Ilaria Viola, cantautrice romana, simpatica, allegra ma dai toni radicali, profonda e seria; “Se Nascevo Femmina” è il secondo disco, certamente ragionato, approfondito nei testi e nelle partiture, scarno ma carico di significati, all’apparenza stralunato, dislessico, dove ogni strofa è un anacoluto cercato, trovato, elaborato e al fine ritmato.

Non si trovano spesso geometrie stilistiche così irrazionali, (che poi è una contraddizione in termini) già, perché è chiaro che Ilaria Viola stupisce con i suoi labirinti fatti di parole diffuse e dal taglio spesso dadaista.

Un disco che racconta l’uomo, quello che opprime, quello prepotente, la donna, quella che subisce ma che reagisce.

Chi cerca la canzone da canticchiare sotto la doccia probabilmente in questo disco non la trova, o forse si, Bamboombeto ad esempio potrebbe esserlo, ma il testo racconta tutta un altra dimensione, così leggendo tra le righe fatte di curve e angoli retti, si palesa “La Via Di Mezzo” che mostra la strada che arriva fino all’illuminazione che mi rimanda a Enzo Del Re, non tanto per il suo “lavorare con lentezza”, piuttosto è lo stile ritmico che me lo fa ricordare, quel ridondante circolo vizioso che è una catena di montaggio infinita, eterna, impossibile da interrompere.

A Ilaria Viola piace sorprendere, ma questo lo si percepiva già in “Giochi Di Parole” e sentire un brano come “Martini”, caparbio, strutturato, con un perfetto bilanciamento tra musica e testo fa davvero piacere, che io poi ci abbia ritrovato addirittura stani passaggi che mi hanno fatto pensare a Thick As A Brick, beh tranquilli, quella è la mia testa malata, non fateci caso.

“Se Nascevo Femmina” è un grande circo in fase di allestimento, è la rappresentazione trasversale dell’essere donna, ma c’è di più in questo disco, non ci sono sovrastrutture poetiche ne musicali, le due cose viaggiano in simbiosi quasi perfetta, un esempio è “Se Nascevo Femmina”, forse il brano definitivo e forse il più tranciante di tutti.

Per essere chiari, il disco è un vero e proprio lavoro all’uncinetto in fase di acido calante, è chiaro quindi che è fuori da ogni regola, anzi, in questo caso Ilaria Viola riscrive le regole della struttura canzone, formalmente è la paradossale evoluzione del teatro dell’assurdo, un disco sghembo, illogico ma solo all’apparenza, perché la cantautrice romana ama la sostanza, ama infilarsi in mondi semantici claustrofobici, inaspettati, quindi spiazzanti, scrive calcando sugli accenti più di chiunque altra.

Disco sorprendente.

Prince Faster

 

Track List

  1. Bamboombeto
  2. Leila
  3. Per mezz’ora
  4. Se nascevo femmina
  5. Martini
  6. Per la gola
  7. La via di mezzo
  8. Mulini a vento

Ascolta il disco