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dire straits legacy
6 gennaio 2016

Dire Straits Legacy – Intervista a Phil Palmer

Più in forma che mai i DSL, ovvero i Dire Straits Legend che, dopo aver registrato tutti sold out nei precedenti concerti, tornano con un nuovo tour internazionale che partirà nel 2016. In anteprima due imperdibili appuntamenti in Italia a Febbraio,  la prima tappa sarà a Roma il 4 (Atlantico), e la seconda a Milano il 7 (Fabrique), con la formazione composta da Phil Palmer, Alan Clark, Mel Collins, Danny Cummings, Steve Ferrone, Marco Caviglia e Primiano Di Biase.
Il ‘concept show’ è prodotto e distribuito da We4Show, a new concept 4 the show, società eventi di Milano, in coproduzione con Menti Associate per l’evento romano.

Per il tour 2016 fa il suo ingresso nella formazione Alan Clark storico tastierista che è entrato a far parte dei ‘Dire Straits’ nel 1980, e da lì in poi presente per tutta la vita del gruppo. Parteciperà anche Steve Ferrone, uno dei batteristi più quotati al mondo (Eric Clapton, Paul Simon, David Bowie, Duran Duran sono solo alcuni degli artisti con cui ha collaborato). I “Dire Straits Legacy”, sono un  progetto in continua evoluzione, lontani dal cliché della réunion o della tribute band, mantengono viva nei loro concerti la memoria di sonorità storiche e di brani unici ed indimenticabili come: “Romeo and Juliet”, “Sultans of Swing”, “Money for Nothing”, ” Tunnel of Love”, “Walk of life” e anche brani più di “nicchia” come “When it cames to You“, “You and Your Friend“, “On Every Street“, dal primo disco “Wild West End” e tanti altri successi.

Phil ci puoi raccontare che spirito anima il progetto dei Dire Straits Legacy?
Ricreare lo spirito della musica e dei Dire Straits nella sua forma più pura con rispetto e dignità.

Da chi è partita l’idea di far nascere questa band?
L’idea è nata da Marco Caviglia, che con costanza e passione, ha contattato gradualmente tutti noi uno per uno , ci ha fatti rincontrare dopo tanti anni, così abbiamo ricominciato a suonare insieme.  Durante questo periodo  ci siamo accorti che si stava ricreando una forte alchimia e la possibilità di far nascere  un vero progetto.

Perché avete deciso di cambiare il nome da Legend a Legacy?
Noi che abbiamo formato i Dire Straits:  Alan, Mel, Danny, Pick, John, and Jack ed io,  sentiamo  che è nostra responsabilità’ proteggere il nome dei Dire Straits.

Proprio per questo riteniamo che il nome Legacy “eredità” è un termine più appropriato,  non ci consideriamo individualmente come leggende,  ma la leggenda del nome della Band nella sua collettività’ ancora esiste.

Phil ci puoi  svelare  qualche dettaglio sulla scaletta o sui pezzi che eseguirete nel prossimo tour di febbraio?
Ci auguriamo di suonare i brani preferiti dalla maggior parte del pubblico, quelli storici e memorabili… altrimenti se dovessimo suonarli tutti ci vorrebbe un concerto di 5 ore…

Che concerti saranno quello di Roma del 4 Febbraio all’Atlantico e quello di Milano il 7 al Fabrique?
Sarà una band completa, ci sono due tastiere, basso, batteria, 2 chitarre , sax e percussioni, una formazione che ci consente di poter suonare completamente gli arrangiamenti  live dei brani da noi scelti.  Attraverseremo  tutta la storia musicale dei Dire Straits.

Qual è l’eredità dei Dire Straits che volete trasmettere al pubblico di oggi con i DSL?
L’ultima volta che i Dire Straits band hanno suonato live è stato nel 1992. Tutti noi della band amiamo la musica dei Dire Straits e abbiamo percepito il grande desiderio del pubblico di riascoltarla. Quindi questa eredità, appunto “Legacy”, consiste nel ricreare la musica nella sua forma più pura e vicina possibile alla sua versione originale per tutti coloro che non hanno potuto  all’epoca ascoltarla dal vivo perché erano troppo giovani, e anche per  tutti coloro che la vogliono riascoltare di nuovo dopo quasi 25 anni.

Dopo il tour in Italia, avete in programma delle tappe all’estero?
In accordo con le nostre individuali disponibilità stiamo organizzando una serie di concerti che andranno nel periodo estivo in giro per l’Europa e l’America.

Marina Luca

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