Intervista Filippo Arlia

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Filippo Arlia è il più giovane direttore di Conservatorio in Italia, quello di Nocera Terinese in
provincia di Catanzaro. Pianista, classe ‘89, è stato considerato dalla critica internazionale uno dei più brillanti e versatili musicisti italiani della sua generazione. Un talento che si è fatto apprezzare nella sua terra, la Calabria, e in tutto il Paese. Ma non solo, perché Arlia ha superato i confini nazionali: negli ultimi anni ha diretto prestigiose orchestre in tutto il mondo e ha tenuto 400 concerti come solista e direttore in più di 25 Paesi. Come se non bastasse nel 2011 ha fondato l’Orchestra Filarmonica della Calabria, di cui è oggi Direttore Principale. Il 1 Aprile sarà a Verona, con Stefano Bollani al Teatro Filarmonico di Verona dove dirigerà la Berliner Symphoniker .
Nel repertorio Rapsodia in blu di George Gershwin e nel programma anche musiche di Pyotr Ilyich Tchaikovsky e Modest Petrovic Mussorgsky.

Maestro Arlia, come si è avvicinato alla musica?
Quando avevo 5 anni ho iniziato a suonare il pianoforte. I miei genitori erano ambedue musicisti ed insegnanti di scuola, questo è stato un fattore determinante per la mia formazione. Un bambino si accorge difficilmente da solo di avere un talento in campo artistico.

Quando ha calcato il palco per la prima volta?
Quando ero poco più che un bambino, con un concerto per pianoforte solo in un chiostro di
Amantea, una bellissimo paese del tirreno cosentino. Avevo 11 anni e ricordo che fu un’emozione pazzesca, suonai musiche di F. Chopin, L. v. Beethoven e F. Mendelssohn.

Come ha cominciato a dirigere?
In realtà, per puro caso. Ho sempre avuto una passione particolare per Astor Piazzolla, un
compositore che secondo me in Italia non è conosciuto per come meriterebbe, e ormai da più di 10 anni sono il pianista di Duettango, una formazione cameristica impegnata nella diffusione di questo genere di repertorio. Pensai, per uno dei miei concerti, di sostituire il pianoforte con un gruppo di archi che accompagnava il bandoneon. Così, ebbe inizio la mia avventura sul podio.

Dopo tanti importanti e prestigiosi concerti avverte ancora la paura del palcoscenico?
Si, anche se in maniera diversa rispetto a qualche anno fa. Ci sono delle esperienze che ti
cambiano la vita da questo punto di vista, come la Carnegie Hall o la Cairo Opera House. Quando sali sul podio e vedi di fronte a te migliaia di persone, in qualche modo inizi a vedere il palcoscenico in maniera diversa.

Il concerto più gratificante?
Il 2018 è stato il 150° anniversario di Gioacchino Rossini, e sono stato ancora una volta in
Carnegie Hall per dirigere l’unico concerto interamente dedicato al compositore pesarese nella città di New York. Ho visto gente di ogni razza e colore alzarsi in piedi e gridarmi “bravo”: per una notte mi sono sentito un eroe.

A proposito di gratificazioni, Maestro Arlia,  il 1 Aprile l’ attende un evento molto  importante con lo straordinario pianista Stefano Bollani , al teatro Filarmonico di Verona,  concerto dove lei dirigerà  la Berliner Symphoniker. Come si sta preparando a questo prestigioso appuntamento?
Sarà una serata molto speciale per me. L’orchestra è molto prestigiosa e il Filarmonico è uno dei teatri più belli d’Italia. Mi sto preparando per far si che quella notte rimanga a lungo nei miei ricordi.

Come nasce la collaborazione con Stefano Bollani?
La “Rhapsody in blue” è il brano con cui ho debuttato sulla scena internazionale quando avevo appena 18 anni, inoltre ho già collaborato con Michel Camilo proprio dirigendo questo brano. Conosco il repertorio di Gershwin particolarmente bene.

Quale repertorio verrà eseguito?
Inizieremo con l’Overture-Fantasia “Roemo e Giulietta” di P. I. Tchaikovsky e finiremo con i
“Quadri di un’esposizione” di Mussorgski, che per me hanno un significato particolare perchè con questo brano ho debuttato nel mondo della discografia. In mezzo, la “Rhapsody in blue” di G. Gershwin con al pianoforte Stefano Bollani.

Fondere diverse anime musicali all’insegna della contaminazione fa bene alla musica?
La musica è fatta per questo, non devono esserci barriere di nessun tipo.

Lei ha suonato in giro per il mondo, quali ricordi e insegnamenti conserva di queste esperienze?
Grazie alla mia professione ho imparato a comprendere la diversità delle culture, che prima non capivo allo stesso modo. Viaggiare e conoscere altre realtà ti allarga la mente: ho conosciuto la cultura araba, la cultura cinese, quella sudamericana, quella neozelandese. Ognuno ha differenti modi di vivere, ma egualmente belli.

Insegna al conservatorio, è pianista, dirige orchestre e si cimenta nel repertorio sinfonico e operistico. Che repertorio predilige?
Senza dubbio il repertorio russo del ‘900. I miei compositori sono I. Stravinsky, M. Mussorgski, S. Prokofiev, A. Scriabin.

Ascolta la musica pop ?
In realtà ascolto molto la musica jazz: ho una collezione di dischi molto nutrita.

Il Conservatorio Tchaikovsky si trova a  Nocera Terinese , un comune con poco più di 4 mila abitanti in provincia di Catanzaro,  una bella sfida?
Si, è una bella sfida perchè Nocera Terinese è un piccolo comune dove gli studenti non possono arrivare se non sono motorizzati. Non esistono mezzi pubblici, e questo per i ragazzi è deleterio. Nonostante ciò, abbiamo 800 matricole.

Cosa significa per lei lavorare e investire culturalmente nella sua terra?
Pensi che in Calabria c’è ancora oggi un alto tasso di analfabetismo e abbiamo anche il pil pro capite più basso d’Italia. Storicamente, l’arte è propensa a svilupparsi nei paesi più ricchi. Praticamente, investire nella mia terra per me è diventato quasi una missione più che un lavoro.

Quali  le maggiori difficoltà  e soddisfazioni quotidiane?
La maggiore difficoltà è fare capire alle istituzioni quello che facciamo: la musica classica, oggi, non è più un genere molto popolare. Ma la soddisfazione, è vedere tanti talenti che studiano la musica classica: oggi in Calabria ci sono 4000 giovani che sognano di diventare musicisti.  Spero che la nostra terra non li deluda e che le istituzioni si rendano conto che i giovani hanno bisogno di sostegno.

Ha fondato  l’Orchestra Filarmonica della Calabria. Come si sente a guidare un’orchestra di coetanei?
In realtà, i miei professori d’orchestra sono mediamente più “vecchi” di me. Ultimamente, quando salgo sul podio della “mia” orchestra ho sempre sensazioni particolari: pensare che tutto quello sia stato ideato e pensato da me, mi condiziona parecchio sotto il profilo emotivo.

Le piace Sanremo? Chi le è piaciuto di più ?
Si mi piace ma quest’anno non l’ho seguito particolarmente. La televisione dovrebbe capire che non esiste solo Sanremo, perché la musica in Italia ha una tradizione secolare che prescinde dal “Pop”. Quindi, invito le emittenti a dare più spazio anche agli altri generi musicali.

Un consiglio ai giovani che vogliono intraprendere questa carriera?
Non mollare mai. Prima o poi, qualcuno accenderà i riflettori sul loro talento.

Progetti?
Un’orchestra stabile per la Calabria.  E’ l’unica regione italiana che non ha un teatro stabile, e i nostri 4000 giovani dovranno andare via per esercitare la loro professione: questa fuga di cervelli alla lunga impoverisce la Calabria.

Sogni nel cassetto ?
Prima o poi vorrei comprare una casa in un’isola. A volte sento il bisogno di fuggire dallo stress della vita quotidiana.

Ci saluti con un suo motto.
Niente sacrificio niente vittoria

Lucia Marinetti

DAL COMUNICATO STAMPA

TEATRO FILARMONICO DI VERONA

CONCERTO DI STEFANO BOLLANI CON LA BERLIN SYMPHONIKER

Diretta dal Direttore d’Orchestra
FILIPPO ARLIA
Lunedì 1 Aprile

Stefano Bollani al pianoforte per la Rapsodia in blu
con la Berliner Symphoniker diretta da Filippo Arlia
Il Maestro Arlia: “Tra classica e jazz, una serata di grande musica”

Verona, febbraio 2019 – Stefano Bollani sarà al Teatro Filarmonico di Verona lunedì 1 aprile con la Berliner Symphoniker diretta da Filippo Arlia. Eseguirà al pianoforte la Rapsodia in blu di George Gershwin. A completare il programma musiche di Pyotr Ilyich Tchaikovsky e Modest Petrovic Mussorgsky.  Il giovane direttore d’orchestra Filippo Arlia che ha alle spalle più di 400 concerti in tutto il mondo e che dirige la prima stagione sinfonica del Teatro Politeama di Catanzaro spiega: “Mi sto preparando a questo prestigioso
appuntamento con grande entusiasmo e con il massimo impegno”. La rapsodia in blu fonde due generi, la musica jazz e la musica classica: “Sarà per me una serata particolarmente emozionante ma soprattutto piena di ricordi: la Rapsodia in blu è il brano con cui ho debuttato sulla scena internazionale quando avevo 18 anni, e con i Quadri di un’esposizione di Mussorgsky ho debuttato nel mondo discografico con Warner Music”. “Bollani – aggiunge Arlia – è senza dubbio il musicista più rappresentativo per il jazz italiano nel
mondo, oltre ad essere un volto televisivo conosciuto anche dai più giovani.  Quello del primo aprile – conclude il direttore d’orchestra – è un appuntamento da non perdere perché il Teatro Filarmonico è bellissimo e l’orchestra Berliner Symphoniker è tra le più prestigiose al mondo. I tedeschi hanno una tradizione antichissima per la musica classica”.

FILIPPO ARLIA

Lui si definisce un insegnante (“ho un bellissimo rapporto con i miei studenti, mi diverto”), un artista (“sul palco cerco di trasmettere al pubblico tutta la mia passione per la musica”) e un organizzatore di eventi (“dirigo la prima stagione sinfonica del Teatro Politeama di Catanzaro”). Per la critica internazionale è uno dei più brillanti e versatili musicisti italiani della sua generazione. Certo è che Filippo Arlia, classe ‘89, pianista e direttore d’orchestra è un talento. Un talento che si è fatto apprezzare nella sua terra, la Calabria,
e in tutto il Paese. E che presto ha superato i confini nazionali: negli ultimi anni ha diretto prestigiose orchestre in tutto il mondo e ha tenuto 400 concerti come solista e direttore in più di 25 Paesi. Arlia si è diplomato in pianoforte a Vibo Valentia a soli 17 anni con il massimo dei voti. Nel 2011 ha deciso di dedicarsi anche alla direzione e ha fondato l’Orchestra Filarmonica della Calabria, di cui è oggi Direttore Principale. Negli ultimi anni ha collaborato con alcuni dei musicisti più noti: da Ramin Bahrami a Sergej
Krylov, da Yuri Shishkin a Fernando Suarez Paz passando per Michel Camilo. È stato protagonista su palcoscenici autorevoli: la Carnegie Hall e la Mary Flager Cary Hall di New York, la Sala “Rachmaninov” di Mosca, la Novaya Opera di Mosca, la Cairo Opera House, l’Auditorio Nacional de Musica di Madrid. Insegna al Conservatorio di Musica Tchaikovsky, a Nocera Terinese in Provincia di Catanzaro.