Lebenswelt tra elettronica post rock Metaphysics of Entropy

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Lebenswelt è un progetto post-rock/slow-core/alt-folk di Giampaolo Loffredo, che ha avuto inizio nell’estate del 2003, in seguito allo scioglimento della sua band precedente, Joy of Grief.

Sonorità e ispirazioni decisamente diverse dal progetto precedente: un vero e proprio cambio di direzione, verso quei segmenti di campi, alberi e piloni della luce che si sarebbero potuti vedere dai furgoni degli Hood. Chitarre riverberate, loop minimali e ricorsivi, lo-fi computer glitch-like sounds, ambient textures, sad-folk-chord-progressions,
citazioni filosofiche e, soprattutto, il vero e proprio marchio di fabbrica di Lebenswelt: un uso davvero speciale di chitarre preparate con il cacciavite.

Metaphysics of Entropy, in uscita il 1° novembre 2018, è il 5° album di Lebenswelt, distribuito da Under My Bed Recordings, a distanza di due anni dal precedente Shallow nothingness in molten skies. Anche in questa nuova produzione si disvela la cifra stilistica
slow-core/post-rock di Lebenswelt, improntata a una vena indubitabilmente malinconica, concedendo al contempo maggiori aperture anche al suo song-writing introspettivo.

Il nucleo concettuale del disco è costituito, infatti, dalla connessione dialettica tra il
lavoro di “scrittura” delle canzoni che occupano la parte centrale dell’album e l’opera di astrazione rappresentata dalle lunghe tracce strumentali poste in apertura (Unfinished Piece for Detuned Piano) e in chiusura (la title-track, Metaphysics of Entropy): soundscapes
immaginari, che dimorano in una Zona sospesa tra il silenzio e la parola.

Le registrazioni dell’album sono arricchite dalla partecipazione di: Pier Giorgio Storti (Belaqua Shua, Morose) al violoncello, clarinetto e balalaika; Stephano Stephanowic (My Dear Killer) con i suoi caratteristici guitar-based noise feedbacks; Luca Galuppini (ONQ) alla sega musicale; Mauro Costagli (Monetre, The Colours Seen From Behind, ex Lo-fi Sucks!) alla batteria. Il disco include, infine, una nuova versione di Illusions Hold (brano presente nel primo album di Lebenswelt, Staring at life in the rain, del 2003) interamente realizzata da Pier Giorgio Storti.