Mannarino Arrestato per rissa. Ma….

0
2780

E’ accaduto ieri notte ad Ostia, pare durante il compleanno dei 18 anni della sorella, una parola tira l’altra e sono volate botte da orbi.

Rissone gigantesco, Mannarino e il fratello per salvare l’onore della sorella  hanno dato vita ad una scazzottata della serie…ahò hai toccato mi sorella!?!?!? mo te sfonno.

Vai a dargli torto?!?!? ma è andata veramente così!?!?

Neanche il servizio di sicurezza del locale è riuscito a sedare la rissa e a calmare il cantante, così è intervenuta una pattuglia della polizia, ma neanche loro ce l’hanno fatta, solo con l’arrivo dei rinforzi Mannarino pare si sia calmato, ma è stato arrestato per rissa, resistenza  e lesioni a pubblico ufficiale, e quando “lesioni” un pubblico ufficiale sono guai!

Altre versioni parlano di rissa da ubriachi ed insulti ad una gazzella della polizia che transitava…vallo a sapere se come dice l’artista romano sia stato aggredito ed abbia reagito per difesa personale!?!?

In bocca al lupo al nostro cantore romano da Roma Suona.

Ci giunge in questo momento una nota e il racconto di Mannarino sulla dinamica di come sono andati i fatti:

“Stavamo festeggiando il diciottesimo compleanno di mia sorella in un locale a Ostia e, dopo essermi allontanato per qualche minuto dalla festa, per cercare lì vicino un albergo dove far dormire i miei fratelli, mi accorgo – al mio ritorno nel club – che era in corso uno screzio tra mio fratello e degli estranei, non invitati e che oltre ad essersi intrufolati avevano importunato, con proposte oscene, mia sorella. Al mio arrivo erano già intervenute le forze dell’ordine, sedando in prima battuta gli animi e,  mentre parlavo con gli agenti   – quando tutto sembrava ormai essersi risolto –   sento le urla della mia ragazza che implorava, gridando ripetutamente “vi prego fermatevi”. La mia ragazza e mio fratello erano a circa 300metri dal locale quindi mi precipito verso di loro e nel frangente osservo mio fratello cadere rovinosamente in terra colpito dai  pugni sferrati violentemente dal branco che continuava a pestarlo. Vicino a lui c’era la mia ragazza con il viso grondante di sangue e con una profonda ferita all’occhio. Arrivato finalmente da lei, vengo immediatamente afferrato, cinto alle spalle e strattonato via. Io ovviamente reagisco non comprendendo immediatamente che si trattasse dello stesso personale di Polizia con il quale stavo parlando poco prima e che mi aveva seguito, anche loro allarmati dalle urla. Cercando inutilmente di divincolarmi, per soccorrere mio fratello e la mia fidanzata, devo aver consumato involontariamente una resistenza a pubblico ufficiale. Ovviamente questo non era nelle mie intenzioni e tanto meno fa parte del mio carattere. Mio fratello urlava che gli aggressori erano gli stessi del locale e li indicava alle forze dell’ordine mentre questi riuscivano a darsi alla fuga. Solo uno di loro è stato rintracciato e arrestato. Da quel momento non vedo più la mia ragazza e comincio a chiedere di soccorrerla, col timore che -invece- lasciata sul posto, non solo rimanesse priva di assistenza medica ma, peggio, potesse di nuovo diventare oggetto di violenze da parte di quegli aggressori. In quei frangenti ho urlato e fatto di tutto per cercare di raggiungere le due persone a me care. Sono stati attimi dove i miei pensieri erano molto confusi, ero caduto nel terrore, preso dall’ansia e dall’agitazione per le condizioni di salute di mio fratello e della mia fidanzata col viso pesto di sangue. Non mi sono reso conto che dovevo fidarmi dell’operato della Polizia e quindi senza rendermi conto della gravità del mio gesto ho opposto loro resistenza, anche con frasi dettate esclusivamente dall’esagitazione del momento.”

(Alessandro Mannarino)