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27 luglio 2017

Marilyn Manson live a Postepay Sound Rock in Roma la recensione

Nessuno si sarebbe aspettato che le polemiche per la presenza di Marilyn Manson a Villafranca di Verona impedissero alla star americana di approdare in terra vaticana, e così è stato.
Martedi 25 Luglio 2017 l’artista sale sul palco del Postepay Sound Rock in Roma per la prima tappa italiana del tour “The Heaven Upside Down”, per scaldare gli animi in attesa dell’uscita dell’ultimo album, il decimo, che da il nome al tour.
Aprono i The Charm The Fury, la metal band olandese di Caroline Westendorp.
Al termine il pubblico canta, luci spente, trepida attesa.
Cala sul palco un velo nero, fumo fitto e luci rosse.
Si illumina il trono…
Finalmente…
Arriva il Reverendo!
Il religioso silenzio dello stupore si interrompe di botto con il fragore del pubblico che esulta.
È lui.
Le note di ‘The End’ dei Doors: “Jim Morrison said it best: “all the children are insane,” and he meant it like I mean it. We are children revolted by the banality of what people think is sane.
E’ l’omaggio a Jim Morrison al quale si dice molto legato per la poetica della ribellione che il re lucertola rappresenta.
Il bellissimo suono e l’energia pura dell’industrial metal non nascondono un grande artista piuttosto appesantito nell’aspetto e nella voce. Appesantito forse dagli anni e forse dagli eccessi. Proprio la voce ogni tanto lo tradisce.
Sale con un grande pugnale, poi arriva con “Sweet Dreams”, bellissima e ipnotica. Qui la voce sporca e potente non lo abbandona mai.
“Revelation #12” un pezzo inedito lascia un po’ perplesso il pubblico che, come sempre, va a i concerti per canticchiare le hit più famose e raramente per vedere davvero un’artista all’opera.
Per ora abbandona i travestimenti che lo hanno reso famoso e appare così com’è, o quasi (forse si sveglia così la mattina?) come le vere rock star. Non mancano momenti ironici, dove scherza con una versione Beach Boys di “ Where’s The revolution”, che poi attacca alla sua maniera e con “The Pope Show”. Bellissime chitarre.
Ora si riconosce: Mantello nero, anzi trench in lattice come da tradizione, lustrini e borchie. Non si capisce se è lo stato psicofisico compromesso o un atteggiamento forzato, fatto sta che riesce a malapena a reggersi in piedi sul palco e a cantare, figuriamoci a parlare.
Ma ci sta e la musica rimane grande lo stesso.
Per i brani indediti del nuovo album riabbandona l’abito talare.
È tutto bellissimo ma non coinvolge.
Il pubblico, circa 5.000 persone (contro le oltre 40.000 accorse per i Red Hot Chili Peppers qualche sera prima), non giovanissimo di età, rimane composto e attento mentre ci si aspetterebbe un maggiore trasporto ad un concerto metal.
Non ce la fa. Non ce la può fare.
But the show must go on. Marilyn Manson non si arrende. I 48 anni suonati non giustificano la poca resa fisica, a dispetto invece di un artista molto attento che non smette si ricercare e studiare.
Paura.
Lo finirà il concerto? Del resto, ci ha abituato a cose strane.
Eccolo di nuovo. Trench in pelle stavolta, si mette ai bonghi.” The beautiful People”, è l’apoteosi!!!
Pogo, pioggia di birra e Dio solo sa cos’altro. Ora ci siamo, la tribù si scatena su un jungle d’eccezione.
Dopo ogni brano una pausa di 10 minuti, necessaria per cambiarsi d’abito, non aiuta però a creare l’atmosfera.
Il cappotto bianco del papa lo aspettavamo tutti. Non si smentisce mai il Reverendo.
Soliti 10 minuti di attesa . Torna in abito talare rosso come il sangue, l’asta del microfono nascosta dietro una corona di fiori. E’ “Coma White”.
Senza neanche salutare se ne va.
Si accendono le luci e parte la musica di sottofondo.
Fine dello spettacolo.
Con una scaletta decurtata di circa 5 o 6 brani, un’ora scarsa di concerto fa arrabbiare il pubblico pagante (44 € il prezzo del biglietto).
Lo sapevamo e, in fondo, può andar bene cosi.

Liliana Montereale

Marilyn Manson @ Postepay Sound Rock in Roma 25-07-2017
“The Heaven Upside Down Tour”

SCALETTA:
Revelation #12
This Is the New Shit
mOBSCENE
The Dope Show
Great Big White World
No Reflection
Sweet Dreams (Are Made of This) (Eurythmics cover)
Disposable Teens
We Know Where You Fucking Live
Deep Six
The Beautiful People
SAY10
The Reflecting God
Coma White

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