Mood pubblicano il nuovo album A_Life recensione

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I romani M.O.O.D., acronimo di Ministry Of Ordinary Decay, nascono ufficialmente nel 2012, dando vita ad un progetto che ha il sapore di reunion, visto che i quattro musicisti decidono di recuperare il vecchio garage delle prime suonate adolescenziali, per dare vita ad un progetto originale, nel quale convergere le esperienze musicali maturate negli ultimi anni.

Il progetto M.O.O.D. si concretizza solo in questi ultimi anni con la realizzazione di un concept album basato su un racconto scritto dagli stessi componenti, che narrano del percorso di istituzionalizzazione che il protagonista – Anthony – intraprende sotto la pressione dei sostenitori  del sistema e delle continue sollecitazioni dei Mass Media. Una vita  come tante altre: A_Life

Il sound del combo romano non lascia spazio a dubbi, sin da subito ascoltiamo sonorità prossime al Rock Progressivo di stampo anglosassone, dove psichedelia ed elettricità trovano un connubio molto ben assemblato, in effetti  è la stessa band ad affermare che il punto d’incontro musicale che li accomuna sono stati i Porcupine Tree.

D’altro canto, la sensazione che rimane dopo aver ascoltato le dodici tracce di questo lavoro, è che uno dei valori preponderanti di A_LIFE sia stata la capacità dei musicisti di aver trovato un punto d’equilibrio tra quattro elementi apparentemente contrastanti: classico e innovativo; ricercato e minimale.

Le sonorità vintage della voce e di strumenti classici come il pianoforte, si miscelano con suoni elettronici estremamente caratterizzanti e molto ben amalgamati, che conferiscono ai brani non solo dinamica, ma un sapore fresco dal retrogusto classico – “Breath” o “Mental Agony” -. La sezione ritmica ha la capacità di rendere semplice e minimale anche l’arrangiamento più complesso, continui cambi e variazioni ritmiche si snodano per la lunghezza dei brani senza eccessi e senza mai diventare preponderanti rispetto agli altri strumenti, risultando sempre molto pulite. Il basso così presente e così ben bilanciato non lo ascoltavo veramente da parecchio!

Quello che rappresenta il vero punto di raccordo tra i quattro elementi di cui sopra sembrano essere proprio le chitarre, che tessono trame armoniche di notevole eleganza, combinando sonorità ritmiche spesso contrastanti con ricami melodici di gran gusto. In brani come “Dust” si alternano seducenti arpeggi e elettricità acide, che rompono la classicità di un brano estremamente pulito, che a mio parere, rappresenta molto bene i quattro musicisti nella loro estrema eleganza compositiva.

Il risultato complessivo di A_LIFE è estremamente piacevole e lascia la sensazione di avere sotto mano un lavoro maturo, consapevole, formale “quanto basta” e molto ben prodotto. Se avete di fronte una lunga strada da percorrere, accendete il motore….ma lasciate che sia Anthony a guidare attraverso il lungo percorso dei pensieri.

Stefano Di Ielsi

 

Line Up:

§  Yuri Rosset_Lead vocals, keyboards and programming

§  Luca Salvatucci_Electric/acoustic/steel guitars and backing vocals

§  Angelo Sanna_Drums

§  Alessio Pasquali_Bass

 Tracklist:

1.       Raindrop

2.       The Competition

3.       Dust

4.       Discovery The Moon

5.       Nothing For Nothing Part 1

6.       The Mirror (Nothing For Nothing Part 2)

7.       Breath

8.       Prelude To Emptiness

9.       Empty Days

10.   Modern Slave

11.   Mental Agony

12.   The Exit