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31 luglio 2017

Ostkreuz la mostra dell’agenzia fotografica tedesca

OSTKREUZ è un’agenzia fotografica tedesca, un collettivo che ad oggi conta 21 fotografi tra i più rinomati della Germania, e che è nato a Berlino agli albori della riunificazione tedesca, “come progetto di sopravvivenza dopo la fine del loro paese”.
L’idea nacque durante un invito a Parigi del presidente Mitterand ad una mostra che riuniva i principali artisti della DDR e la scelta del nome fa riferimento alla stazione ferroviaria che apriva Berlino est al resto della città ( letteralmente Incrocio ad Est ) ben richiamando la loro operosità, che da est poteva finalmente prendere qualsiasi direzione.
Cardine e peculiarità dell’agenzia è proprio quello di aver vissuto culturalmente in una altro stato sociale, nutrendosi di alcune delle caratteristiche e affondando queste sue radici nella capacità narrativa visiva: solidarietà e coesione del gruppo , che si considera ancora una grande famiglia di realizzatori di immagini e dove a contare è unicamente il giudizio tra colleghi; necessità morale di essere osservatori critici di ogni realtà, realtà che dopo oltre 25 anni di fermento restano dogmi di fedeltà alla fotografia d’autore.
La mostra ( o meglio le mostre ) non seguono un filo logico od un concept ma sono immagini in libertà. E’ stata pensata per celebrarne i 25 anni di attività inaugurando l’esposizione proprio a Parigi, dove nacque l’idea, nel 2015.
Lo spazio espositivo del Museo in Trastevere ospita oltre 250 opere che vanno dal periodo immediatamente dopo la caduta del muro fino a periodi più recenti mentre una sezione più piccolina ( 3 fotografi ) è esposta nel foyer dell’auditorium del Goethe Institute.
Piccoli reportage , storie ed accadimenti significanti, come l’opera intitolata “Manhattan”, scatti a colori in un vecchio plesso residenziale ai tempi della DDR, vanto dell’epoca e per questo ribattezzato ( all’epoca ) dai suoi abitanti come la città dei grattacieli. Le opere esposte testimoniano la decadenza che ne rimane , come quasi tutti i quartieri post ’89 , documentandone la vita ai margini dei quartieri ai margini e sottolineando però la grande solidarietà ( altro dogma post-comunista ) dei suoi abitanti.
C’è tanta Berlino in queste opere. Le atmosfere esplosive degli sgomberi delle case occupate , la vita delle case alto borghesi ed i strani mondi interiori che le popolano; l’onnipresente Stasi, i luoghi ed i suoi macchinari per la sorveglianza della popolazione.
Ancora vite ai margini con l’esposizione “Hit The Road Jack”, canzone che spesso risuona nella metro berlinese ad opera dei rom, migranti respinti ed emarginati . Ed ancora, una Berlino in bianco e nero nel suo processo di trasformazione, costruita da architetti liberi di edificare e smontare alla stessa velocità.
​Ma anche testimonianze da varie zone del pianeta. Cuba ed i suoi difficili anni; le comunità metal in oriente ed occidente ; Gaza, argomento sempre attuale, nella quotidianità della guerra; La guerra del petrolio della regione del mar Caspio, lascito della disgregazione dell’Unione Sovietica.

​La poesia. Con le tenere e commoventi immagini di un viaggio, l’ultimo , dei coniugi Gartner. Prima che svaniscano i ricordi, a causa della demenza senile diagnosticata alla signora, la coppia affronta un viaggio in camper attraverso l’est Europa fatto di dolcezza e dedizione , di pazienza, di amore. Cosa ne resterà di questo amore sarà l’ignoto, le frasi sconnesse ed i vuoti di memoria, i sorrisi e lo stupore da bambina.
E le immagini che ne fissano gli istanti, da accarezzare, da fermare .

I fotografi sono: Marc Beckmann, Sibylle Bergemann (1941–2010), Jörg Brüggemann, Espen Eichhöfer, Sibylle Fendt, Annette Hauschild, Harald Hauswald, Heinrich, Holtgreve, Tobias Kruse, Ute Mahler, Werner Mahler, Dawin Meckel, Thomas Meyer, Frank Schinski, Jordis Antonia Schlösser, Ina Schoenenburg, Anne Schönharting, Linn Schröder, Stephanie Steinkopf, Mila Teshaieva, Heinrich Völkel e Maurice Weiss.

Orari: Museo di Roma in Trastevere da martedì a domenica ore 10.00– 20.00 (la biglietteria chiude alle ore 19.00), una sezione della mostra è esposta preso il Foyer dell’Auditorium del Goethe-Institut in Via Savoia.15- 00198 Roma orari: lun 14–19 | mar mer gio ven 9–19 | sab 9–13 (chiusura estiva: dal 31.7 al 28.8.2017) fino al 17 settembre 2017

Margherita Pagnano

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