Roma Suona

sarah dietrich
19 aprile 2017

La prima live di Sarah Dietrich

Il nome di Sarah Dietrich circola da parecchi anni nei circuiti romani e nazionali dapprima con studi interessati alla musica sperimentale e contemporanea poi, esperienza più nota, come vocalist femminile degli Ardecore. Dopo quell’avventura, terminata qualche anno fa, la cantautrice romana ha collaborato con David Tibet dei Current 93. e ha lavorato con concentrazione, pignoleria e grande amore ad un suo percorso solista che ora si è concretizzato nell’album “Una storia mia”, pubblicato dall’etichetta Modern Life.
Uscito in coda al mese di marzo, il disco è stato presentato nel sabato pre-Pasquale nella rinnovata sede del Teatro Studio presso l’Auditorium Parco della Musica.
Seduto nelle comode poltrone della platea il pubblico è stato testimone della prima uscita live della Dietrich tanto emozionata quanto determinata a fare bene sul palco, protetta e circondata da validi musicisti quali The Niro-Davide Combusti alla chitarra (anche produttore del disco insieme a Michele Braga), Fabrizio Guarino alla chitarra, Davide Alivernini al basso, Francesco Pradella alla batteria, e incursioni dell’ospite violinista Andrea Ruggiero. Dopo una lunga intro strumentale la Dietrich è entrata sul palco da Diva, pronta ad intonare le canzoni del suo esordio caratterizzato da otto episodi di matrice pop che strizza l’occhio agli anni 60 italiani con sonorità moderne che in questo live sono state eseguite con un piglio più robusto. E così i singoli che hanno anticipato l’album, quali “Implacabile” e “Non sto male”, sono stati ottimamente interpretati dall’artista insieme agli altri episodi di questo capitolo intervallati anche da due cover, una sorta di tributo a sue Maestre d’ispirazione. Sono infatti state rivisitate “L’importante è finire” di Mina, veramente ben arrangiata dalla band, e “La bambola” di Patty Pravo. Il pubblico ha applaudito e ha goduto di un’ora di raffinata musica d’autore italiana per una nuova scommessa che, ci si augura, possa ottenere anche un giusto riconoscimento commerciale. Intanto questa presentazione live ha convinto appieno, proprio come l’altrettanto valido lavoro in studio, primi due passi di una nuova carriera tutta in divenire.

Gianluca Polverari

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