Sepultura dal vivo all’Orion 27 febbraio 2018 il report del concerto

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Sepultura roma_27_02_2018

Martedi 27 Febbraio 2018 all’Orion di Roma si è tenuto il concerto dei  Sepultura, special guest: Obscura, Goatwhore, Fit For An Autopsy

La città è ricoperta dalla neve. Evento eccezionale per i romani. In questa giornata surreale si esibiscono gli Obscura, dalla Germania. Il suono degli Obscura ci porta nel mood della serata: il death metal.  Tecnico e progressivo, più degli energici Goatwhore o degli arrabbiatissimi Fit For An Autopsy.

Qualche minuto dopo, un organo al buio, poche note e un urlo irrompe nell’atmosfera sacrale. La furia sonora di Derrick Green squarcia il silenzio come un tuono nel cielo, come le grida infernali nell’Eden perduto. È l’apoteosi! Il pubblico impazzisce e si trascina nel pogo come un’onda che infrange sulle rive dell’oceano Atlantico.

Furia sonora è l’unica definizione possibile.

Sepultura roma 27_02_2018

Abbandonato il suono tribale degli indigeni dell’Amazzonia nel 1997, i Sepultura si lasciano andare nel death più estremo, lanciando il suono più profondo e demoniaco che umano conosca. Sono lontane le atmosfere tribali che hanno portato la band sull’Olimpo del metal. Eppure in questa nuova veste trovano una nuova ragion d’essere, nonostante tutto. Nonostante il pubblico sia diminuito nella quantità e nonostante il progetto non sia più così sensazionale. Ormai un death metal puro e semplice.

Eppure il gigante nero Derrick, detto Leon, non riesce a far dimenticare il buon Cavalera.

I Sepultura sono altri. I Sepultura purtroppo sono altro.

Non più le immense foreste dell’Amazzonia, non più i riti, non più i rituali. Solo chitarre pesanti, percussioni malefiche e grida di dolore. Ma che chitarre, che percussioni e che grida! Quello che fanno è perfetto, è quello che ci si aspetta dal metal. È quello che il pubblico vuole, e loro lo sanno.
Quante forme può avere l’arte?

In una città in cui la splendida neve esalta le bellezze antiche degli sfarzi dell’impero romano, del rigore del Medioevo e degli eccessi del Barocco, in una zona completamente industriale, sono lontane le immagini del Bernini, di Michelangelo e di Giulio Cesare, eppure anche questo sa di splendore.

Quante forme può avere la creatività umana e quanti risvolti può avere il dolore?

Atmosfera piena, aggressiva eppure molto intima. Il pubblico: metallari della prima ora, quando eravamo considerati satanassi. Ora ricopriamo anche ruoli dirigenziali e siamo sempre gli stessi. Solo con qualche anno in più. Gli anelli che portiamo parlano di noi molto più di quanto non lo facciano i capelli e le borchie. Solo noi sappiamo. Nel 2018 il metal non è più un movimento di ribellione agli schemi, non è più il posto dove incanalare o sfogare la rabbia adolescenziale. È ormai un modo di vivere, una weltanschauung.

Le magliette più gettonate? Dark Funeral, Anthrax, Manowar e Opeth. Beh…siamo noi!!

Con questo tour i brasiliani festeggiano 30 anni di carriera e 20 dall’ultima volta che si sono esibiti in Italia. 27 Febbraio 2018, data storica.

Un assolo acustico di Andreas Kisser con i suoni sudamericani ci riporta ai bei tempi.

Quattro incredibili musicisti, scatenano la platea che non resiste e si lascia andare nel pogo estremo, quasi a voler scaricare ed esorcizzare i problemi. Un merito a parte va al batterista. Un animale da palcoscenico Eloy Casagrande Lopes  che nel 2011 ha preso il posto di Jean Dolabella.

Quello che arriva è energia pura e gioia. Immensa gioia.

Chi lo dice che il metal provoca stati di aggressività e depressione? In verità molti studi scientifici, ma noi non siamo d’accordo. Noi vediamo e crediamo nel valore catartico della musica.

Una sostenuta bossanova preludia ad un gioco con il pubblico.

Sono contenti dell’accoglienza. Ridono e si divertono, i cattivissimi Sepultura.

E ridiamo e ci divertiamo anche noi.

Liliana Montereale

Setlist

Intro
I Am the Enemy
Phantom Self
Kairos
Territory
Desperate Cry
Sworn Oath
Against
Choke
Boycott
Machine Messiah
Iceberg Dances
Inner Self
Refuse/Resist
Arise

Encore:

Slave New World
Ratamahatta
Roots Bloody Roots