Roma Suona

Fabrizio Cammarata
24 novembre 2017

Un gran disco quello di Fabrizio Cammarata è uscito Of Shadows

“In Messico un “guaritore” mi ha detto che la felicità si ricerca scavando nelle proprie ombre, e io non mi sono risparmiato in questo”.

In undici canzoni d’amor perduto si sviluppa il percorso verso il mondo delle ombre di Fabrizio Cammarata in cui ognuno può ritrovare le proprie, purché sia disposto a uscire dalla propria comfort zone.

È “Of Shadows”, il nuovo album del cantautore siciliano, una delle voci più apprezzate a livello internazionale, uscito per 800A Records e distribuito in tutto il mondo da Kartel Music Group e da Haldern Pop Recordings in Germania, Austria e Svizzera. Naturalmente, su cd e su tutte le piattaforme digitali.

L’album è stato prodotto dallo spagnolo Dani Castelar (produttore di Paolo Nutini e engineer in passato di Editors, REM, Michael Jackson, Snow Patrol) e registrato a Palermo negli studi di Indigo al Palazzo Lanza Tomasi di Lampedusa, un luogo che col tempo si è trasformato nel cuore pulsante della scena musicale dell’intera isola siciliana.

Undici tracce in inglese che delineano i chiaroscuri dell’anima, sonorità folk senza geografie univoche ma con lo sguardo contemporaneo e gli arrangiamenti elettronici. Tutto guidato dalla straordinaria voce di Fabrizio– al tempo stesso malinconica e rabbiosa, dolce e disperata ma sempre profondamente penetrante – e da una chitarra che indaga l’alternanza fra luce e oscurità cercandone il punto di incontro: “Of Shadows” è la colonna sonora di un’eclissi, frutto di un’intensità emotiva che prende il tempo di cui ha bisogno per dispiegarsi, che sfugge alla frenesia contemporanea per soffermarsi a riflettere, in solitudine.

Canzoni scritte durante gli innumerevoli viaggi che lo hanno portato dalla sua nativa Palermo in giro per il mondo e che intrecciano ricordi del passato e sentimenti vivi del presente. Forse l’album più intimo e malinconico di Cammarata che mette in luce il cortocircuito fra le grandi soddisfazioni professionali e i tormenti sentimentali della sua vita privata: “Non avevo mai fatto un disco di sole canzoni d’amore, e in ognuno di questi undici capitoli c’è un pezzo di me talmente viscerale che quando abbiamo ultimato il disco mi sono sentito come al termine di un rito sciamanico. Libero. Sono stato lo sciamano di me stesso!”. Brani dal nucleo romantico, se per romanticismo si intende quello artistico-letterario, intriso di tormenti e passioni dell’anima.

Un approccio da alchimista che intuisce il legame segreto che unisce gli elementi naturali e scava dentro di sé per trovare il senso di quel legame. Sicuramente il suo album più oscuro ed esoterico, borgesiano, che vuole esplorare il cono d’ombra e gli squarci di luce presenti nell’interiorità di ognuno di noi, partendo dal presupposto che per cercare la verità non occorre che le cose siano vere o false. Poesie della notte accompagnate da un sound intenso, capace di penetrare sotto pelle, dove i suoni e le immagini si fondono in un unico flusso di incoscienza che non conosce vincoli spaziali o temporali.

È un universo musicale composito quello di “Of Shadows”: liriche essenziali, che rimandano alla semplicità profonda di Chavela Vargas, omaggiata da Fabrizio insieme a Dimartino nell’album “Un mondo raro”, uscito insieme a un romanzo biografico a inizio 2017; intime e private come quelle di Benjamin Clementine o di Damien Rice, due fonti di ispirazione chiare per questo album e, in generale, per il mondo espressivo di Cammarata. Così come d’ispirazione sono stati gli amori finiti cantati da Beck in alcuni suoi album o la tensione letteraria dei versi scritti da Matt Berninger dei The National.

Quello del cantautore palermitano è un sound dalla chiara identità personale ma dal respiro internazionale, un folk che guarda alla contaminazione dei generi in stile Bon Iver o Lewis del Mar.

Un’anima cosmopolita che prima di tutto è anima mediterranea, come emerge chiaramente da “Naked For You”, brano che tradisce la passione di Fabrizio per la musica berbera e tuareg.

Inevitabile quindi che ad accompagnare Fabrizio in questo nuovo viaggio ci siano musicisti di diversa estrazione e sensibilità come Donato Di Trapani all’elettronica, ai synth modulari e al pianoforte, il batterista di Manchester Adam Dawson (già presente nel disco “Skint And Golden”, con Paolo Fuschi), il bassista cresciuto a pane e Motown Carmelo Drago e gli amici Martin Perna, fiatista e fondatore degli Antibalas, e Angelo Di Mino, violoncellista.

“Of Shadows” è un album stratificato, che contiene livelli molteplici di senso, come stratificata è l’anima della sua città, quella Palermo che offre a chi passeggia fra le sue vie la cultura arabo-normanna e quella greco-bizantina, lo stile liberty e le iperboli barocche. Ma, paradossalmente, è un album che trova la sua cifra compositiva più nell’istinto che nella ragione, un formidabile caos creativo che si traduce in coerenza fra i brani scritti nell’urgenza di raccontarsi e quelli rimuginati per anni fino a un’esplosione improvvisa, come una stella che nasce da una nebulosa.

“Of Shadows” fa seguito all’EP “In Your Hands” uscito a fine 2016 ed è stato anticipato nelle scorse settimane dal secondo singolo “Come And Leave A Rose” e, prima ancora, da “Long Shadows” che ha subito riscossointeresse internazionale, infatti il video è stato lanciato in anteprima dai siti Clash Music e Intro, oltre a essere stato inserito nelle 2 playlist Spotify “New Music Friday” e “A fine giornata”. Il 3 novembre 2017 è uscito il terzo singolo “In the Cold”, subito inserito nella playlist “Fresh Folk” di Spotify.

I singoli “Long Shadows” e “Come and leave a rose” sono stati accompagnati da 2 video la cui cura registica e la coerenza visiva lasciano pensare che siano parte integrante dell’album, come in una sorta di ipertesto, esperimento iniziato già con la serie di misterici video clip del precedente “In Your Hands”. “Quello dell’Ombra è un concetto che parte dal visuale e il mio legame con il mondo della fotografia e delle arti visive in generale è stata la molla che ha fatto iniziare questa ricerca. Sì, partecipo in maniera attiva a ogni aspetto delle scelte su video e immagini, ma sempre affidandomi a degli artisti “veri”, con cui faccio lunghe chiacchierate preliminari. Per i video, Luca Lucchesi e Manuela Di Pisa. Per tutto il resto Ignazio Mortellaro, un talento dell’arte contemporanea, apprezzato in tutta Europa. Alla fine si tratta sempre di gente di Palermo, la città che più di ogni altra, da millenni, sceglie di tessere la propria storia in un mondo fatto di ombre”.

BIO

Fabrizio Cammarata (Palermo, 1982) ha debuttato discograficamente nel 2007 con la band The Second Grace. Dopo tour in Europa e Stati Uniti, pubblica nel 2011 da solista l’album “Rooms”, subito apprezzato dalla critica internazionale. Nel 2014 esce un album soul intitolato “Skint And Golden”. Tra il 2012 e il 2015 apre i concerti di Ben Harper, Patti Smith, Hindi Zahra, Tamikrest, Daniel Johnston, Devendra Banhart, My Brightest Diamond, Iron & Wine. Dal 2013 lavora al road movie ”Send You A Song” con Luca Lucchesi, un lungo viaggio attraverso quattro continenti incentrato sulla canzone tradizionale messicana “La Llorona”, contenuta nell’EP “In Your Hands” (2016). Nel 2017 dà vita con Antonio Di Martino al progetto “Un mondo raro”: un disco, un libro pubblicato da La Nave di Teseo e uno spettacolo teatrale, dedicato alla grande cantante Chavela Vargas. Il disco entra nella cinquina finale delle “Targhe Tenco” nella sezione interprete.

 

Ascolta il disco

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