Verde Di Parigi il synth wave e il nuovo album Poison

0
497

Timbriche asciutte, scarne e dai contenuti oltremodo elettronici.

Un mondo, quello dei Verde di Parigi, che si inserisce in quel contesto elettronico/ottanta, new wave o, per meglio ancora delineare il tragitto musicale del duo – Kraftwerk dipendenti –

Il fatto è che Matteo Senese e Giuliano Chiaramonte ripercorrono sentieri che erano oramai quasi dimenticati, lasciando libero spazio alla fantasia minimale che, assieme a testi estranianti e “droidi”, fanno di “Poison” un disco quantomeno irrazionale.

Mi piace > no, non mi piace, anzi si, mi piacciono forse proprio perché non sfoderano quel tono arrogante di chi vuol ripercorrere tematiche oramai rese sottili e logore, come stracci vecchi.

L’operazione artistica messa in atto dai Verde Di Parigi è vincente perché si riappropria di quella semplicità che indiscutibilmente si fa portatrice di echi del periodo eighteen, grazie agli spiriti di un epoca che non smette di far sognare.

Prince Faster