Visto per voi, Mad Shepherd, doppia recensione.

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Doppia recensione del concerto di Mad Shepard. Ci sono andati Francesco di Giugno e Giovanni Villani

Se la missione di Romasuona è quella di raccontare, definire e proporre un fermento culturale capitolino, da anni in crescita e troppo spesso trascurato, il disco in analisi è per più aspetti importante ed utile. Monarch, opera prima dei Mad Shepherd, già dal primo ascolto ha tutti i tratti distintivi di un lavoro

accurato, frutto di molta fatica, anche economica, tanti ascolti diversi e precedenti esperienze musicali. Completando l’ascolto, si definisce facilmente la dieta musicale di Stefano Di Pietro e soci: cresciuti

palesemente a pane e grunge, gli Sheperd uniscono tutto il buono degli Alice in Chains, Audioslave e Soundgarden, con una notevole vicinanza nel comparto vocale, sonorità a metà strada tra i Foo Fighters

più eleganti e i migliori Incubus, con una omogenea base di solido Rock losangelino. Insomma, i ragazzi son venuti su benino.

La loro creatura, Monarch, contiene e restituisce pienamente per 37 minuti tutte le buone vibrazioni descritte poco sopra, attraverso testi ispirati ed arrangiamenti energetici e vicini al orecchio dell’appassionato, senza perdere

ipersonalità e carisma. Fondamentale il lavoro in studio di WalterBabbini che ha amalgamato ulteriormente il suono dei Mad Shepherd, conferendogli quella spinta in più che rende Monarch un disco da sentire e risentire.

Tanti e tali erano i presupposti che alla prima occasione siamo corsi a vedere il gruppo dal vivo: l’abbiamo avuta al Circolo degli Illuminati, zona Ostiense, sabato 15 marzo 2014, proprio per il release party del

disco. Proponendo per intero il loro lavoro, con l’aggiunta di un paio di cover su cui non ci soffermiamo, accompagnati da alcuni inserti di danza e le proiezioni efficaci di Davide Di Camillo, il gruppo che si esibisce

davanti ai nostri occhi è molto lontano da quello che tuttora suona dall’impianto: complice una location scenografica ma dall’acustica criminale, siamo sicuri che le importanti défiance riscontrate, principalmente

nella sezione ritmica ma non solo, hanno una sola soluzione: provare, provare e provare tanto insieme. Per finire, quindi, ci troviamo in una situazione ambigua ma fortemente speranzosi: acquistando Monarch

dei Mad Shepherd avrete tra le mani un maiuscolo disco rock, sintesi perfetta di un progetto molto molto promettente. Sicuri di trovarli, già in questo momento, in sala mentre limano gli errori, sicuramente dovuti

all’emozione, auguriamo ai nostri un buon lavoro che porterà solamente i frutti e le soddisfazioni che meritano. Buon lavoro e arrivederci al prossimo live.

Giovanni Villani

 

Mad Shepherd Live al Circolo degli Illuminati

 

Nonostante in precedenza avessero suonato già in diversi club e festival, il concerto di sabato 15 Marzo al Circolo degli Illuminati era atteso da tempo perché prima data di presentazione del loro album di debutto.

Sono i Mad Shepherd, giovane formazione in parte romana e in parte calabrese che, dopo aver prodotto due EP e dopo aver apportato nel corso degli anni alcune modifiche alla propria line up, sembra aver trovato una linea ben precisa ed un suono sicuramente più deciso. Il tutto concretizzato all’interno di questo primo album dal titolo inquietante come il significato che si cela sotto di esso: Monarch, come l’omonimo metodo per il controllo mentale, utilizzato da numerose organizzazioni per scopi segreti e testato su militari e civili, il cui scopo principale è quello di creare uno schiavo mentalmente controllato e il cui simbolo è rappresentato da una farfalla, la farfalla Monarca appunto (anche sulla copertina del disco). E di farfalle ieri sera ne sono volate molte nella sala, farfalle di origami lanciate dal pubblico e che hanno spiccato il volo spiegando le loro ali su un suono cupo e potente, un incrocio di grunge, alternative rock e hard rock con una spruzzata di stoner e qualche accenno di crossover. In sostanza i quattro ragazzi riuniscono nella propria musica gran parte delle band americane degli ultimi 25-30 anni, risultandone sicuramente influenzati ma, a differenza dai primi lavori, con un piglio decisamente più personale e moderno.

Tutto questo farebbe predisporre bene e la serata sembrerebbe quella giusta, con un Circolo degli Illuminati gremito da un discreto numero di persone presenti per l’occasione.

Eppure la serata non decolla. Colpa senza dubbio di un audio pessimo che non rende giustizia ai ragazzi sul palco, tra bassi inesistenti e suoni acuti veramente troppo alti, ma anche a causa del fatto che i Mad Shepherd in questa esibizione live sono apparsi slegati. Il suono non risultava coeso, anzi la sensazione era che fossero completamente disomogenei e per questo sul palco più di una volta si sono rincorsi, con la batteria dal suono troppo piatto e secco e che non sempre riusciva a stare al passo. La cosa è stata molto evidente soprattutto nella prima mezz’ora di concerto, poi col passare dei minuti hanno acquisito padronanza, complicità e sicurezza, tanto da migliorare notevolmente la loro performance. Almeno per quanto riguarda i loro brani, violenti e spigolosi, dal taglio decisamente americano. Ben altra cosa sono state le cover degli A Perfect Circle e dei NIN, sicuramente più corpose ma eseguite in maniera debole e priva di personalità.

Il tutto è stato accompagnato dalle immagini che scorrevano sullo schermo posto in fondo alla sala, alle spalle dei musicisti. Immagini non proprio tutte emozionalmente coinvolgenti ma alcune di esse sembravano invece ben fatte ed in linea con quanto si stava ascoltando: come, ad esempio, quelle sul brano di apertura, Believe, raffiguranti elementi sacri di varie religioni dalla resa cromatica molto impattante che si succedevano le une alle altre in un turbinio caotico e vorticoso.

Insomma, i ragazzi sono molto giovani e naturalmente acerbi (e lo si vede anche da come si muovono sul palco) e hanno come unica pecca quella di essere ancora molto inesperti. Per il resto la sostanza c’è, così come le tematiche affrontate, ma bisogna suonare tanto, tanto di più. Sono appena all’inizio e con una maggiore consapevolezza dei propri obiettivi e un po’ più di maturità – oltre ad una migliore resa sonora – i Mad Shepherd potranno togliersi molto più di qualche semplice soddisfazione. Buona fortuna!

Francesco Di Giugno