Roma a Mano Armata: la musica, i film.

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La storia del poliziottesco italiano, i film girati a Roma, i compositori, in un racconto storico cronologico di un genere che ha fatto la storia del cinema mondiale.

L’articolo è corredato da spezzono di film, colonne sonore, discografia e filmografia consigliata dall’autore dell’articolo.

Roma a Mano Armata di Alex Marenga (Amptek)

Il cinema poliziesco italiano degli anni 70 o “poliziottesco” è stato un fenomeno oggetto di rivalutazione nell’ultimo decennio anche grazie all’intercessione di Quentin Tarantino che ha palesato la sua passione per questo genere cinematografico rimasto per anni un culto per pochi appassionati.

In generale l’età dell’oro del cinema italiano del secondo dopoguerra, è stata un trentennio che ha sfornato una cinematografia ricca sia di cinema autoriale che di filoni e di generi che a distanza di tempo mantengono il loro valore e la loro originalità (Western, Horror, Pepluum, Poliziesco, Avventura etc) e che hanno appassionato moltissimi autori internazionali del cinema contemporaneo, da De Palma a Burton.

Il cinema poliziesco, raccoglie alla fine degli anni 60, l’eredità dello spaghetti western, evolvendo la narrazione nel contesto urbano, in modo più adeguato ai tempi, ra-ccogliendo le inquietudini di una società in bilico fra crescita economica, espansione urbana, instabilità sociale, crisi politica e violenza diffusa.

Il poliziottesco non ha alcuna pretesa di analisi sociale o di impegno, la sua lettura è di superficie, ma raccoglie anche un altro testimone direttamente dal neorealismo e dalla commedia all’italiana, il racconto visivo delle città.

Il legame poliziesco-città è un connubio centrale del genere all’italiana divenendone una caratterizzazione fondamentale fin dai titoli dei film (“Roma Violenta”,“Roma a Mano Armata”, “Milano Odia”, “Napoli Spara”etc. etc,).

E’ la città con le sue periferie e i suoi centri storici la vera protagonista della narrazione visiva del poliziottesco, mentre è attraversata dai rocamboleschi inseguimenti, quando ospita sparatorie e scazzotate, quando fa da cornice alle rapine o agli omicidi, fin dai suoi archetipi come “Banditi a Milano” (1968) di Carlo Lizzani.

Il poliziesco italiano si insedia nei quattro-cinque grandi centri urbani del paese, Milano, Torino, Napoli, Genova e naturalmente Roma.

Roma è culla dei film culto del noir neorealistico italiano fin da “Il Gobbo” (1960) di Lizzani, personaggio che poi ricorre in alcuni film successivi, e da “Un maledetto imbroglio” di Pietro Germi (1959) e ne ospita poi direttamente e indirettamente decine di altri passati alla storia: “Roma Violenta” (1975) di Franco Martinelli , “Roma a mano armata”(1976) di Umberto Lenzi, “Roma: l’altra faccia della violenza”(1976) di Franco Martinelli, “Roma drogata – La polizia non può intervenire”di Lucio Marcaccini (1976), “I Ragazzi della Roma Violenta” di Renato Savino (1976) , “La Banda del Gobbo” (1977) di Umberto Lenzi, “La banda del trucido”(1977) di Stelvio Massi ,”Gardenia, il giustiziere della mala”(1979) di Domenico Paolella , per non parlare del lungo filone delle “Squadre” e dei “Delittti” interpretati da Tomas Millian.

L’intercalare romanesco delle periferie degli anni 70 ricorre nei dialoghi, pur senza la ricerca poetica di Pasolini, in un campionario fonetico che ci restituisce anche la dimensione linguistica-dialettale della città di quaranta anni fa. Un elemento che si rafforza nell’icona del “Monnezza-Giraldi” del duo Millian-Amendola, nato in “Roma a Mano Armata” (1976) dal personaggio del “Gobbo” e proseguito nelle decine di film successivi del filone commedia-poliziesca.

Nel poliziesco emerge un affresco della Roma delle baracche al Mandrione, delle borgate degradate dove si stava consolidando la Banda della Magliana, dei Mercati Generali, degli scippi in vespa sul Lungotevere, della roba rubata a Porta Portese, degli sfasciacarrozze di periferia dove far sparire le macchine rubate, ma anche della nascente edilizia intensiva degli anni 60-70, dei nuovi insediamenti nelle fasce suburbane, della Tangenziale in costruzione, innumerevoli sono i frame che il poliziottesco ci restituisce di una Roma diversa, la Roma degli anni 70.

Senza avere alcuna ambizione di presentare un cinema di impegno civile o di analisi sociale il poliziottesco preleva a piene mani dalle notizie di cronaca nera dai giornali, i fatti eclatanti del periodo (dal delitto del Circeo alle trame nere) che vengono rivisti e rielaborati in una visione esasperata in cui emergono i contraddittori personaggi del poliziottesco: dal commissario tutto d’un pezzo reso impotente dalla burocrazia e dalla politica al giustiziere fai da te, elementi direttamente prelevati dalla cinematografia americana di successo del momento: l’Ispettore Callaghan (“Ispettore Callaghan: il caso “Scorpio” è tuo!!” ovvero “Dirty Harry”, regia di Don Siegel del 1971), “Il Braccio Violento della Legge” del 1971 del grande William Friedkin, piuttosto che “Il Giustiziere della Notte” (Death Wish) un film del 1974 diretto da Michael Winner.

E’ a quel cinema a cui guarda tutto il baraccone italiano del cinema di genere, pronto a raccoglierne il successo derivato, a partire da “La Polizia Ringrazia” pellicola del 1972 diretta dal regista Stefano Vanzina (più noto con lo pseudonimo di Steno) considerata come il primo poliziottesco italiano.

Il commissario Betti, interpretato da Maurizio Merli (Roma, 8 febbraio 1940 – Roma, 10 marzo 1989), riproduzione a buon mercato del commissario Belli interpretato da Franco Nero su “La Polizia Incrimina, La Legge Assolve” del 1973, diretto da Enzo G. Castellari, incarna l’eroe più popolare del poliziottesco.

Privo della complessità di Callaghan, il commissario Betti/Merli è un poliziotto violento e giustizialista, mosso da motivazioni spicce e superficiali, apice dello sviluppo dei “bracci violenti della legge” che costellavano il cinema poliziesco italiano, diviene l’icona di un intero genere.

E una volta avute la cornice d’azione, l’idea di personaggio, e le storie a cui ispirarsi, il poliziottesco costruisce la sua dinamica sull’azione, sul ritmo, sulla violenza dell’azione realizzate con grande maestria dai grandi artigiani del cinema italiano degli anni 70 diventando un grande cinema di intrattenimento.

L’ultimo elemento caratterizzante del mix di successo del poliziottesco è la musica.

Parte dalla medesima logica di cavalcare il successo dei polizieschi statunitensi (ma del resto era già successo con il western e altri generi) il grande lavoro effettuato sulle colonne sonore da alcuni autori divenuti poi emblematici dell’ecosistema sonoro del nostro poliziesco: i fratelli Guido e Maurizio De Angelis, Franco Micalizzi, l’immancabile Ennio Morricone, Luis Bacalov, Stelvio Cipriani, Francesco de Masi, Armando Trovajoli, i Goblin etc.

Anche qui l’ispirazione prevalente prende forma dai grandi temi di Henry Mancini e Lalo Schifrin, un certo funk jazz che nella versione italiana prende caratteristiche proprie e originali, una vera rielaborazione stilistica.

Questo funky poliziottesco assume un’identità che lo rende riconoscibile ancora oggi sia per le caratteristiche degli arrangiamenti che per i temi, carichi di pathos e di tipico gusto melodico stile “Italian Soundtracks”: serrati e incalzanti i temi di fiati di Micalizzi che riescono a fondersi anche ai mandolini su “Napoli Violenta”, i fratelli de Angelis che invece prediligono le chitarre elettriche effettate, i temi ciclici e le voci rockeggianti, Morricone che accentua la tensione con i suoi temi ritmati di archi, Cipriani che che contrappunta clavinet e archi come in un adagio di Bach , i Goblin che travalicano nel jazz-rock, Luiz Bacalov che si contamina col progressive in uno dei capitoli più sublimi del rock italiano degli anni 70 con gli Osanna di “Milano Calibro 9”, solo per citarne alcuni.

La musica da film italiana riscrive i canoni del soundtrack poliziesco cosi come aveva già fatto con il western, i suoi temi sono oggi uno degli elementi di maggior pregio di quel cinema. Alcuni dei suoi interpreti sono tornati negli ultimi anni a riproporre i loro repertori dal vivo, come nel caso di Franco Micalizzi con la sua Big Bubbling Band, che grazie al recupero sonoro operato dal solito Tarantino, è tornato ad avere una seconda giovinezza musicale.

I poliziotteschi sono quindi ricchi di elementi di interesse, e come è ovvio in un mondo cinematografico in grado di sfornare 300 pellicole l’anno, il genere venne intasato di prodotti di vario livello per un intero decennio, andandosi a disintegrare nei primi anni 80 sulle nuove esigenze della televisione e con il superamento della stagione degli anni 70.

Come avvenne anche per il western spaghetti anche il poliziottesco ebbe i suoi maestri: Fernando Di Leo, Umberto Lenzi, Enzo G. Castellari, Stelvio Massi, Sergio Martino solo per citarne alcuni, i suoi attori icona: Franco Nero, Maurizio Merli, Enrico Maria Salerno, Luc Merenda, Franco Gasparri, Tomas Millian etc i suoi capolavori: “Milano Calibro 9” (1972, Fernando Di Leo), “Roma a Mano Armata” (1976, Umberto Lenzi) , “La Mala Ordina” (1972, Fernando Di Leo), “Napoli Violenta” (1976, Umberto Lenzi), “La Polizia Incrimina la Legge Assolve” (1973, Enzo G. Castellari), “La Polizia Ringrazia” (1972, Stefano Vanzina), “Milano Odia: La Polizia Non Può Sparare”(1974, Umberto Lenzi), “Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica” di Damiano Damiani (1971), “Milano trema: la polizia vuole giustizia” di Sergio Martino (1973), “Il Cittadino si Ribella”di Enzo G. Castellari (1974) e vari altri che emergono all’interno di un grande ecosistema di prodotti di medio-basso costo e di livello diverso , che immancabilmente contornavano i generi di successo in quegli anni.

Ma il quadro generale che emerge da una rilettura di questo passato cinematografico, per anni finito nel dimenticatoio, è che questo costituisce un background ricco di idee e di spunti per il nostro noir e il nostro poliziesco contemporaneo, che, nel dopo-tarantino, torna a riemergere, anche se a fatica, con alcuni episodi pregevoli. Il poliziesco, come i western o l’horror italiani poggiavano le proprie strutture sulle fondamenta del mestiere e sullo skill acquisito da maestranze e artigiani sul set dei film dei grandi autori italiani del dopoguerra, un patrimonio che sarà difficile recuperare.

http://youtu.be/HOMHHqgxTAI

http://youtu.be/FRqPEvg67GE

 

Filmografia consigliata

“Svegliati e Uccidi” (1967, Carlo Lizzani)

“Banditi A Milano” (1968, Carlo Lizzani)

“Città Violenta” (1970, Sergio Sollima)

“Milano Calibro 9” (1972, Fernando Di Leo),

“Roma a Mano Armata” (1976, Umberto Lenzi) ,

“La Mala Ordina” (1972, Fernando Di Leo),

“Napoli Violenta” (1976, Umberto Lenzi),

“La Polizia Incrimina la Legge Assolve” (1973, Enzo G. Castellari),

“La Polizia Ringrazia” (1972, Stefano Vanzina),

“Milano Odia: La Polizia Non Può Sparare”(1974, Umberto Lenzi),

“Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica” di Damiano Damiani (1971),

“Milano trema: la polizia vuole giustizia” di Sergio Martino (1973),

“Il Cittadino si Ribella”di Enzo G. Castellari (1974)

“Uomini si nasce poliziotti si muore “(1976, Ruggero Deodato)

“Cani arrabbiati” [Kidnapped] (1974, Mario Bava)

“Italia a Mano Armata” (1976, Franco Martinelli)

“Roma Violenta” (1975, Franco Martinelli)

“Napoli Si Ribella” (1977, Michele Massimo Tarantini)

“La Polizia Ha Le Mani legate”(1975, Luciano Ercoli)

“La polizia accusa: il servizio segreto uccide” (1975, Sergio Martino)

“Mark, Il Poliziotto” (1975, Stelvio Massi)

“Squadra Antitruffa” (1977, Bruno Corbucci)

“La Via della Droga” (1977, Enzo G. Castellari)

Discografia consigliata

“Roma violenta: La Cinevox si incazza” (AA.VV.) (Cinevox)

“Poliziotteschi Graffiti” (AA.VV) (GDM)

“Beretta 70” (AA.VV.) (Crippled Dick Hot Wax!)

“Piombo Rovente” (AA.VV.) (Plastic Records)

Luiz Bacalov & Osanna: “Milano Calibro 9 (Preludio Tema Variazioni Canzona)” (Vynil Magic)

Ennio Morricone: “Milano Odia: La Polizia non può Sparare” (Digitmovies)

Armando Trovaioli: “Una Magnum per Tony Saitta” (Beat Records)

Franco Micalizzi ‎”Violence!” (CEM)

Franco Micalizzi ‎“Napoli Violenta” (Beat Rercords)

Franco Micalizzi ‎”Italia A Mano Armata” (Beat Records)

http://youtu.be/NPMXrBxR1Hw

Guido & Maurizio De Angelis “Roma Violenta” (Beat Records)

Guido & Maurizio De Angelis “Il Cittadino Si Ribella” (GDM)

http://youtu.be/Q6vL-VfEi9g

Stelvio Cipriani “La Polizia Chiede Aiuto / La Polizia Sta A Guardare / La Polizia Ha Le Mani Legate” (CSC)